Gli stranieri rubano il malloppo e scappano

Videocon_sliderIl teorema Parmalat, dove i francesi si “bevono” 1mld e chiudono stabilimenti, oramai fa scuola. Il caso Videocon

 

ROMA – Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sulla sorte delle nostre aziende vendute a multinazionali straniere, i più recenti casi di Parmalat e Videocon dovrebbero avergli aperto gli occhi.

Quello del tesoretto (chissà perché si usa il diminutivo trattandosi di un miliardo di euro) lasciato in eredità da Bondi nella cassa di Parmalat e “scippato” letteralmente da Lactalis, che oltretutto sta anche chiudendo alcuni siti produttivi italiani della ex società di Tanzi, è storia troppo nota per essere ricordata.

La vicenda della Videocon di Anagni (Frosinone) però non è meno illuminante. La ex Videocolor infatti, fabbrica chimica che conta circa 1.300 lavoratori, è precipitata in pochissimo tempo nel buco fallimentare a causa della dissennata politica industriale attuata dalla multinazionale indiana Videocon e al disinteresse delle autorità locali e nazionali.

La Videocon, dopo aver bruciato i 180 milioni di euro lasciati dalla precedente società, la multinazionale francese Thomson, e destinati alla riconversione produttiva dello stabilimento, anziché perseguire una reale linea produttiva ha continuato ad accumulare debiti in Italia.

Solo quando le cose hanno cominciato a precipitare e il Tribunale di Frosinone non ha ammesso la Videocon al concordato preventivo, il sottosegretario allo Sviluppo economico De Vincentis ha riunito intorno ad un tavolo a Roma le organizzazioni sindacali, il Commissario Giudiziale Prof. Caiafa e i rappresentanti di Regione Lazio, enti locali e Confindustria Frosinone.

In quella sede, il Sottosegretario a nome del Governo non ha potuto che indicare alcune linee di azione assumendosi anche qualche impegno. Innanzitutto quello di garantire continuità di reddito (con la CIG per procedura concorsuale che proseguirà sino a metà dicembre e la possibilità a determinate condizioni di una ulteriore proroga semestrale). In presenza di proposte serie e concrete ha indicato la disponibilità ad attivare un Accordo di Programma. Infine, rivolgendosi a Regione ed Enti Locali ha sollecitato politiche attive del lavoro (formazione, ricollocazione etc.).

E’ chiaro a tutti comunque che l’uscita di scena ingloriosa e rovinosa della proprietà indiana si è lasciata alle spalle macerie che non sarà facile rimuovere. Le organizzazioni sindacali, Filctem Cgil in testa, reclamano una piena assunzione di responsabilità nei confronti di 1300 lavoratori e di altrettante famiglie da parte di tutte le forze politiche ed economiche della Regione, individuando nuovi percorsi per iniziative industriali serie e garantendo ai lavoratori supporti economici, formativi e di ricollocazione nel lavoro.

Intanto proprio oggi i lavoratori Videocon, dopo un’assemblea generale, hanno deciso riprendere le lotte occupando lo stabilimento e lanciando per il prossimo 2 luglio il “Videocolor day”, una giornata di confronto con le forze politiche e sociali, a cui parteciperanno gli amministratori locali, provinciali e regionali e i rappresentanti del governo e degli imprenditori.

I lavoratori intendono così richiamare tutti al rispetto degli impegni assunti e mirati al rilancio produttivo dello stabilimento, che dal 1967 ha consentito lo sviluppo economico e sociale di un intero territorio.

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