Borse in sospeso aspettando Bruxelles

Mercati_finanziari_sliderDopo un’apertura moderatamente positiva, ora gli scambi ristagnano. Bene l’asta dei nostri titoli di Stato ma costi elevati

 

ROMA – Sembra di essere in un acquario a Piazza Affari non solo per il tasso di umidità nell’aria che taglia le gambe, ma per il clima di sospensione in cui la ridotta attività si sta muovendo in queste ore. Si aspettano notizie da Bruxelles e nell’attesa (di non si sa bene cosa) tutti trattengono il fiato.

Il clima potrebbe ispirare Samuel Beckett, ma qui non c’è nessun signor Godot all’orizzonte. Ogni tanto filtra una notizia: pare che il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble si sia impegnato ad ammorbidire la posizione della Merkel sugli eurobond, oppure che la garanzia europea sui depositi bancari sia un traguardo a portata di mano. Ma nessuno si fida più di tanto di voci incontrollate e allora non si compra e non si vende niente.

E’ così che l’indice Ftse Mib, partito bene in apertura, ha girato al ribasso e adesso veleggia sulla parità. Male i titoli bancari: Mps -3%, Bper -2,2%, Ubi -1,98%, Mediobanca -1,9%, Intesa SanPaolo -1,7%. Si allarga a 477 punti lo spread Btp-Bund in attesa dell’esito del collocamento dei titoli di Stato a cinque e dieci anni. Il rendimendo del Btp decennale è salito al 6,27%, quello del quinquennale al 5,84%.

L’asta dei Btp è andata bene per il Tesoro ma male per le casse dello Stato, perchè il costo del rifinanziamento del debito pubblico italiano è risultato molto caro, soprattutto quando messo a confronto con quello tedesco. La domanda è stata buona aiutata dagli importi moderati in emissione e dai rendimenti elevati e quindi molto appetibili (in particolar modo il BTp quinquennale era giudicato pre-asta il titolo italiano più a buon mercato).

Nel commento del Il Sole 24 Ore “per i conti pubblici un’asta così costosa non va bene. L’Italia ha pagato il 5,84% per finanziarsi a cinque anni, quando la Germania su quella stessa scadenza ha titoli di Stato negoziati allo 0,57%: uno scarto di 5 punti circa pesa a cascata sul costo del denaro per banche, imprese e famiglie italiane e aggrava il gap competitivo tra i due Paesi. E sui dieci anni non va meglio. Il Btp decennale è stato piazzato, come abbiamo visto, al 6,2% circa quando i Bund tedeschi trattano all’1,5%. Con questi rendimenti e questi spread la ripresa economica e il risanamento dei conti pubblici in Italia si allontanano ancora.

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