Crisi, euro e crescita, Monti in sintonia con Hollande

monti-hollandeUnione bancaria, di bilancio, economica e politica sono i quattro punti del rapporto che si discuterà oggi

 

ROMA – Grande attesa per l’esito della riunione di oggi e domani del Consiglio europeo a Bruxelles. Sulle incertezze che gravano sulla riunione è intervenuto ieri Mario Monti, mentre la Camera si apprestava a votare le mozioni di Pd-Udc-Fli, Pdl, Idv e Popolo e territorio a sostegno dell’azione del premier sui temi europei: ”Il negoziato è difficilissimo, l’Italia deve essere unita. Serve un tandem governo-Parlamento”.

Malgrado non sia stato raggiunto tra i partiti l’accordo su un’unica mozione (Pierluigi Bersani, segretario del Pd, precisa che ”un ulteriore atto di generosità del Pdl sarebbe stato opportuno”), Monti torna a parlare di ”tandem governo-Parlamento” per sottolineare la mano tesa verso la maggioranza che lo sostiene ma anche la gravità del passaggio che coinvolge le istituzioni europee. ”Abbiamo sentito alcuni governi obiettare che certe iniziative non possono essere prese in considerazione perché il loro Parlamento non potrebbe accettarle. Ebbene, non ci sono Stati membri ad avere un Parlamento e altri no, non ci sono Stati con una Corte costituzionale e altri no. E io sono portatore delle indicazioni di questo Parlamento”, ha spiegato Monti con impliciti riferimenti polemici alla Germania.

Il premier italiano alla vigilia del Consiglio europeo avverte di essere disposto ”a lavorare oltre il limite previsto, fino a domenica sera se necessario”. L’obiettivo è che lunedì, alla riapertura delle Borse, ci sia ”un pacchetto per la crescita e meccanismi soddisfacenti per reggere le tensioni dei mercati e stabilizzare l’euro”. Monti premerà soprattutto sull’utilizzo dei fondi salva-Stati Efsf e Esm nel mercato secondario dei titoli per evitare divaricazioni eccessive degli spread.

Unione bancaria, unione di bilancio, unione economica e unione politica sono intanto i punti del rapporto che Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, presenterà alla riunione che si apre oggi. Il documento ha l’ambizioso compito di stabilire le priorità dei prossimi dieci anni della politica europea. L’ambizione dei quattro autori del rapporto – Herman Van Rompuy, José Manuel Barroso, Mario Draghi e Jean Claude Juncker – è quella di offrire ai paesi che fanno parte dell’Unione ”un’architettura coerente e completa che dovrà essere costruita nel prossimo decennio”.

Le novità contenute nel documento sono varie. Vista la situazione in Spagna e a Cipro, per rassicurare i mercati la priorità immediata è l’unione bancaria, con il trasferimento della sorveglianza sugli istituti sistemici alla Banca centrale europea e la creazione di meccanismi europei di risoluzione delle crisi bancarie e garanzie dei depositi. Alla Germania non piace però il riferimento al fondo salva-Stati permanente che dovrebbe fungere da rete di protezione finanziaria per salvare le banche e assicurare i depositi dalla manovre speculative. Le altre novità riguardano la politica di bilancio e la mutualizzazione del debito. Eurogruppo e Commissione – secondo il piano illustrato da Van Rompuy – potranno riscrivere le manovre di bilancio di un paese, se quest’ultimo non dovesse rispettare le regole europee. Gli eurobond per ora sono esclusi, come chiesto dalla Germania. Nel medio periodo si ipotizzano tuttavia la creazione di Eurobill – obbligazioni comuni fino a un anno – e del Fondo di redenzione del debito (dove far confluirebbero i debiti al di sopra del 60% del Pil). Nel documento si fa riferimento anche a maggiori poteri da attribuire all’Europarlamento.

Monti può contare sulla sintonia con il presidente francese Francois Hollande, che ieri ha incontrato Angela Merkel a Parigi. Il cancelliere tedesco ha colto l’occasione per precisare: ”Abbiamo bisogno di più Europa, un’Europa i cui membri si aiutino fra loro. Dobbiamo approfondire l’Europa economica e monetaria, domani politica. Non esiste una soluzione facile e veloce a questa crisi”. Merkel ha inoltre aggiunto che ”con Monti l’Italia ha affrontato un percorso di solidità e crescita”. In serata arriva un’altra dichiarazione di Mario Monti da Bruxelles, dov’è giunto in anticipo per ritirare un riconoscimento internazionale. Il premier si dice a favore della Tobin tax ad alcune condizioni: ”L’Italia che ha fatto un passo importante dichiarando di non esser più ostile alla tassazione delle transazioni finanziarie di fronte alla richiesta di procedere eventualmente ad una cooperazione rafforzata, cioè non a 27, ma per esempio per la zona euro, potrebbe prendere in considerazione questa richiesta ma aderirebbe solo se anche per altri aspetti, come la politica finanziaria di gestione del mercato dei titoli sovrani, ci fosse una cooperazione rafforzata e quindi ci si muovesse ad un livello di cooperazione maggiore”.

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