Ancora sul contratto di programma Enac – AdR

PalenzonaLa palla torna ora all’Enac che dovrà avviare le consultazioni per la stipula definitiva

 

ROMA – Sulla vessata questione dell’aumento delle tariffe aeroportuali a Fiumicino che si trascina ormai da molti mesi (cfr. romacapitale.net  ‘Adr, la solita manfrina dei Benetton’), ci sono novità. Il Consiglio di amministrazione dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha ascoltato stamattina la relazione presentata dal direttore generale, Alessio Quaranta, che ha riferito sugli sviluppi della situazione, “tenuto conto di quanto all’epoca richiesto per competenza al Ministero vigilante in ordine alla possibilità di veder riconosciuto alla società Aeroporti di Roma il ristoro di 400 milioni di euro a fronte di mancati adeguamenti tariffari per il periodo 2001 – 2010”.

Nel linguaggio burocratico dei comunicati stampa non si capisce bene se il ping pong delle decisioni tra l’Enac e il Ministero dei trasporti si stia avviando a conclusione o se continuino a rimpallarsele. Dice infatti il comunicato: “Riscontrato che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha considerato condivisibile una nuova formulazione della base di calcolo dei costi che determinano le tariffe, il CdA ha aderito a tale impostazione, valutata positivamente anche con un apposito parere elaborato dalla struttura tecnica dell’Ente stesso”.

Non sapendo ovviamente quale sia questa nuova base di calcolo delle tariffe nulla è dato sapere sul risultato finale della partita. L’unica nota preoccupante è che “tale nuova impostazione ha il consenso della società Aeroporti di Roma”. Questo lascerebbe presumere che la società presieduta da Fabrizio Palenzona abbia ottenuto, nella sostanza, quello che molti, all’atto della presentazione, ritennero una proposta irricevibile.

Se così fosse, la storia già vissuta delle tariffe autostradali spuntate dallo stesso gruppo Benetton dopo un lungo braccio di ferro con il ministero dei Lavori pubblici si ripeterebbe. E qui i ricorsi storici di Giambattista Vico non c’entrerebbero nulla, perché il discorso sarebbe molto più prosaico, tutto giocato sul potere contrattuale dei grandi gruppi multinazionali nei confronti dello Stato (italiano).

L’Enac a sua volta sembra soddisfatto perché, una volta assicurata la copertura politica della decisione, potrà essere sbloccato il programma con l’avvio delle consultazioni sulla dinamica tariffaria, con l’obiettivo di stipulare, come previsto dalla normativa vigente, il contratto tra l’Enac e la società Aeroporti di Roma entro il 31 dicembre 2012. Il contratto – la partita di ping pong infatti continua – dovrà comunque tornare al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’approvazione finale per essere adottato infine con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

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