Csm, il consigliere Nappi lascia il gruppo di Area

Csm_bisDopo due anni il togato lascia il cartello che riunisce le correnti di sinistra dell’Anm. Ferri (MI): “Nappi coraggioso”

ROMA – Il togato del Csm Aniello Nappi lascia il gruppo di ‘Area’, che riunisce le correnti di sinistra delle toghe, e continuerà la sua attività al Csm come indipendente. Ad annunciarlo è stato lo stesso Nappi, in apertura del plenum di questa mattina.

“In questi due anni di consiliatura ci sono state alcune mie dissociazioni – ha detto Nappi – da altri colleghi del gruppo, sulle pratiche su Laudati, Ingroia e sulla delibera sui carichi esigibili. Mi si chiede di aderire all’orientamento del gruppo e non posso accettare questo come condizione della mia permanenza ad esso. La tecnica della decisione a maggioranza non può essere estesa alla funzionalità dei gruppi, dei quali non contesto la legittimità, ma li ritengo luoghi di confronto preventivo, non di decisione. Ho sempre operato con la trasversalità delle idee e penso a gruppi a composizione mista di laici e togati. Io continuerò ad operare indipendentemente dagli schieramenti precostituiti”.

Dopo Nappi ha preso la parola il vicepresidente del Csm Michele Vietti, sottolineando che il togato “resta una risorsa per questo Consiglio: si tratta di una vicenda interna al gruppo, non spetta a me intervenire”. In seguito all’intervento di Nappi si è sviluppato un dibattito in plenum, in particolare il togato Vittorio Borraccetti, anche a nome degli altri consiglieri di ‘Area’, ha detto di “rispettare la decisione di Nappi, continueremo a lavorare con lui. C’è però la constatazione – ha osservato Borraccetti – della mancanza di un metodo condiviso, che secondo noi deve caratterizzare l’attività di chi è stato eletto al Csm. Ciò ci impone di assumere decisioni condivise, in linea con i principi sulla base dei quali siamo stati eletti, e non di privilegiare soltanto il proprio punto di vista”.

Il segretario di Magistratura Indipendente, Cosimo Ferri, commentando la decisione del consigliere ‘togato’ del Csm, ha parlato di “dichiarazioni coraggiose e oneste, che non possono e non devono cadere nel vuoto ma devono costituire un punto di partenza per iniziare una nuova fase, per aprire un confronto serio, per fare autocritica. Bisogna andare al di là del correntismo per recuperare fiducia dei magistrati che giustamente non credono più nei proclami”.

Secondo Ferri “l’Anm (che non ha una giunta unitaria) è sempre meno rappresentativa e non riesce ad interpretare le richieste dei  magistrati. Magistratura indipendente è disponibile ad iniziare  questo nuovo percorso che deve passare da una seria riforma del Csm, da un nuovo modo di interpretare l’associazionismo, prendendo spunto da modelli efficaci che esistono in alcune zone a livello distrettuale e locale”.

“La magistratura associata ha bisogno di rinnovarsi, di sganciarsi dai vecchi schemi, di autoriformarsi in modo serio. Per fare ciò – conclude il leader della corrente di opposizione dell’ Anm – servono nuovi modelli, nuove idee, più dialogo, più ascolto, meno gestione di potere, più autonomia interna”.

(Valentina Marsella)

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