Draghi abbassa i tassi ma i mercati non gli danno retta

Draghi_sliderIl tasso d’interesse nell’eurozona scende al livello storico dello 0,75%. Milano perde il 3,53% e lo spread sale a 450 punti

 

ROMA – Con la decisione della Bce di ridurre il costo del denaro nell’area euro allo 0,75%, dall’1% in vigore fino a ieri, si è toccato oggi il minimo storico. La scelta, annunciata, di Mario Draghi sembra orientata decisamente a facilitare la ripresa degli investimenti e gli scambi interbancari. Tanto che qualcuno si aspettava che la mossa avrebbe messo le ali ai mercati finanziari.

Invece i mercati, dopo un timido rush iniziale, hanno cambiato umore e in queto momento Piazza Affari sta perdendo 3,53%, trascinata dal profondo rosso delle banche: Unicredit cede il 4,86%, Bpm il 4,47%, Ubi il 3,9%, Banco popolare -3,76%. Anche tutte le altre piazze europee perdono terreno.

In realtà lo stesso Draghi, nell’annunciate il taglio del tasso d’interesse, non è stato proprio ottimista sulle prospettive dell’economia: “Nell’eurozona c’è un’elevata incertezza. La ripresa sarà graduale. Anche perché nel secondo trimestre i dati macro indicano una situazione più debole”, aggiungendo poi che l’inflazione, nel 2013, dovrebbe tornare sotto il 2%.

Anche lo spread tra il btp e il bund tedesco, nonostante i risultati del vertice di Bruxelles, continua a salire. Il differenziale tra i due titoli ora è a 450 punti, con il tasso del nostro decennale in rialzo al 5,89%.

E’ stato deciso inoltre a Francoforte l’azzeramento del tasso sui depositi overnight presso la Bce che dovrebbe servire a disincentivare le banche dal parcheggiare liquidità presso la Bce. I volumi depositati dagli istituti di credito nella Banca centrale europea sono saliti martedì scorso ad un nuovo massimo di 806,5 miliardi, a conferma della scarsa propensione delle banche  a prestare soldi alle controparti.

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