La moltiplicazione dei sottosegretari

SLIDERseverinoDue nuovi vice alla Giustizia Antonino Gullo e Sabato Malinconino, che in totale fanno tre

ROMA – Dopo aver tagliato a destra e a manca, il governo nella nottata di ieri ha trovato anche il tempo per due nomine nuove di zecca entrambe al ministero della Giustizia.

Si dà il caso che il ministro Paola Severino, dopo aver definito il piano di tagli una “riforma epocale che cambia la geografia giudiziaria del Paese, ferma all’epoca dell’Unità d’Italia”, si sia lasciata andare a toni un po’ troppo enfatici: “Questo si chiama tagliare rami secchi, non si chiama tagliare la spesa e di questo tutta l’Italia si è riempita la bocca di lodi per chi avesse trovato il coraggio di approvare questa riforma”.

Contestualmente però lo stesso ministro trovava il modo di ingrossare le fila, già belle affollate, di sottosegretari del governo Monti. Approfittando del fatto che a maggio scorso un sottosegretario al su dicastero, Andrea Zoppini, era stato costretto a dimettersi per un’accusa di frode fiscale, la Severino ha chiesto, e ottenuto, che gliene fossero assegnati addirittura due. E il Cdm l’ha subito accontentata nominando suoi vice Antonino Gullo e Sabato Malinconino. Gullo è un giovane professore associato di diritto penale all’Università di Messina e, soprattutto, è il consigliere giuridico del ministro. Malinconino, invece, (è solo un’assonanza con quel Carlo Malinconico, anche lui sottosegretario costretto alle dimissioni per rapporti con la casta) è un consigliere di Stato di 69 anni proveniente dalla carriera prefettizia.

Se si considera che a via Arenula c’è già il sottosegretario Salvatore Mazzamuto, come politica di moderazione e di austerity non è un buon esempio.

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