Il giudizio della Corte dei conti sull’Inpgi

AndreaCamporeseFlessione sul saldo di esercizio 2011 pari a oltre 67milioni. In negativo anche la gestione previdenziale e assistenziale

 

ROMA – La Corte dei conti ha riferito al Parlamento sulla gestione finanziaria dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani “Giovanni Amendola” (INPGI) per l’esercizio 2011, con riferimento sia alla Gestione principale che alla Gestione separata, cui sono iscritti i giornalisti liberi professionisti e quelli in rapporto di lavoro coordinato e continuativo.

Nel 2011 i risultati economici della Gestione principale segnano, con un avanzo economico di 12,741 milioni, una importante flessione sul saldo dell’esercizio precedente che era pari a 67,783 milioni. Per quanto riguarda, in particolare la gestione previdenziale e assistenziale, essa chiude in negativo per 1,303 milioni, con un tasso di decremento dei ricavi sul precedente esercizio dell’1,64 per cento e di aumento dei costi del 6,67 per cento.

Per porre rimedio a questi profili di criticità, che si collegano, non solo al più generale andamento demografico, ma anche alla crisi in atto nel settore editoriale con riflessi diretti sulle dinamiche del rapporto tra contributi e prestazioni, l’Inpgi ha approvato nel luglio del 2011 una serie di misure volte all’innalzamento graduale dei contributi e all’aumento dell’età pensionabile delle donne giornaliste, nonché a incentivare le assunzioni. Interventi non privi di efficacia e valsi, secondo le aggiornate previsioni attuariali di medio-lungo periodo, ad assicurare la progressiva crescita del patrimonio e una più solida tenuta tecnica dell’indice di garanzia dato dal rapporto tra valore del patrimonio e riserva legale.

La gestione del patrimonio mobiliare è nel 2011 in netta diminuzione sull’esercizio precedente, con un risultato del portafoglio (ai valori di mercato) di 25,203 milioni, contro i 66,976 milioni del 2010. Resta, a giudizio della Corte, la necessità per gli amministratori della Cassa della sempre attenta valutazione dei fattori di rischio connessi alle singole linee d’investimento.

Quanto alla Gestione separata – attiva, peraltro, soltanto dal 1996 – non si ravvisano problemi di tenuta della gestione nel medio/lungo periodo. Il 2011 chiude con un avanzo economico di 46,1 milioni, per il contributo determinante del saldo della gestione previdenziale.

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