Authority dei Trasporti, nomine a rischio rinvio

Pasquale_De_Lise_sliderIn Commissione Trasporti potrebbe mancare il quorum. In discussione la designazione di Pasquale De Lise

ROMA – Non ci sarebbe l’accordo in Commissione Trasporti della Camera per la nomina dei tre componenti della nuova Authority dei Trasporti. Una serie di veti reciproci impedirebbe, infatti, il raggiungimento del quorum dei due terzi per la ratifica dei tre commissari designati, per cui è probabile un rinvio a data da destinarsi. L’anticipazione è fornita da Dagospia, ma la notizia circolava già negli ambienti della Commissione.

Il nodo è rappresentato dalla necessità di raggiungere la maggioranza dei due terzi dei voti dei rappresentanti della Commissione. Il presidente Mario Valducci aveva rivolto al presidente della Camera Gianfranco Fini un quesito sulle procedure di voto che avrebbe dovuto seguire la Commissione, ma l’interpretazione delle norme conferma la necessità che si raggiunga una maggioranza qualificata per procedere alla ratifica delle designazioni effettuate dal Governo, su cui non c’è accordo tra la varie forze politiche.

In discussione, in particolare, è la designazione a commissario dell’ex consigliere di Stato Pasquale De Lise, che viene considerato come riferimento dell’area facente capo al Pdl, ma che risulterebbe personaggio troppo discusso per essere accettato anche dall’area che fa capo invece al Pd e alle forze di opposizione. A questo punto al Pdl non sarebbe rimasta altra via che concordare una nuova designazione, ma sembra che invece l’orientamento è di insistere sulla candidatura De Lise e minacciare a propria volta di far mancare la maggioranza qualificata al candidato del Pd, Mario Sebastiani, paralizzando di fatto le procedure di nomina.

Con tutta probabilità, si va in questa prima fase verso un rinvio del voto, altrimenti il percorso l’effettuazione di una serie di votazioni finché non scatta la possibilità che i componenti del nuovo organo vengano nominati con la maggioranza semplice e non più con quella dei due terzi. In ogni caso, i tempi dell’insediamento dei nuovi commissari si allungano ed è prevedibile che anche la complessa partita dell’Authority rientri nell’ampio confronto in corso in Parlamento tra le varie forze politiche di maggioranza e di opposizione, divise in realtà su molti punti (a cominciare dalla legge elettorale) a prescindere dalla collocazione parlamentare e dal sostegno o meno assicurato al Governo Monti.

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