Cassazione, riparte l’udienza ai centri Stanleybet

palazzo_di_GiustiziaLa decisione della Consulta servirà a valutare gli effetti della sentenza europea sull’assetto delle scommesse in Italia

 

ROMA – Riparte questa mattina dalla Corte di Cassazione l’udienza sui procedimenti di Costa e Cifone, titolari di Centri Trasmissione Dati collegati al bookmaker Stanleybet, che erano stati sospesi a novembre 2009 per tre questioni pregiudiziali rimesse al giudizio della Corte di Giustizia Europea. Dopo la sentenza dei giudici Ue dello scorso febbraio, nella quale sono state sottolineate alcune criticità del sistema concessorio rispetto al diritto comunitario, la Cassazione deve, adesso, procedere alla definizione delle cause penali sui centri Stanleybet.

Secondo la Corte di Giustizia, non sono legittime le sanzioni penali a carico dei titolari di centri collegati a un operatore estero ingiustamente escluso dalle gare per le concessioni delle scommesse. Inoltre, non sono conformi ai principi comunitari le distanze minime tra agenzie, previste dalle gare Bersani del 2006, che avrebbero preservato le posizioni degli operatori storici acquisite a partire dal 1999.

La decisione della Cassazione, riferisce Agipronews, servirà a valutare gli effetti concreti della sentenza europea sull’assetto delle scommesse in Italia, un settore che, nel circuito autorizzato dai Monopoli di Stato, per i primi sei mesi del 2012 ha prodotto un volume di gioco pari a 1,8 miliardi di euro (in calo dell’11% sugli oltre 2 miliardi del 2011) e 80 milioni di incassi per l’Erario. Legittimo ritenere che la decisione in Cassazione fornirà un orientamento decisivo alle cause pendenti in numerosi tribunali italiani. Giudizi in cui sono coinvolti Stanleybet – che ritiene di essere l’unico operatore effettivamente discriminato e che può beneficiare della sentenza europea – e anche altri operatori esteri presenti con una propria rete di punti in Italia.

In attesa della decisione della Cassazione, Stanleybet ha presentato domanda ai Monopoli di Stato per una licenza di gioco online ed è già fra i nuovi aggiudicatari per le nuove concessioni previste dalla Legge comunitaria. In un convegno di qualche giorno fa a Roma, il bookmaker si è detto disponibile a pagare le tasse in Italia, ma a un patto: bloccare l’emanazione di un nuovo bando per 2000 punti vendita di scommesse ippiche e sportive (le cui concessioni dureranno poco più di tre anni), previsto dal decreto fiscale, che dovrà esser pubblicato entro il 31 luglio dai Monopoli di Stato.

“Stanleybet ha dimostrato di saper utilizzare il potere datogli dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea sui casi Costa e Cifone. E i Monopoli alla fine hanno dimostrato di saperci comprendere”.
E’ quanto ha dichiarato Giovanni Garrisi, Board Member di Stanleybet, presente questa mattina in Cassazione.”Il sistema normativo comunitario – ha detto ancora Garrisi – ha fornito un rimedio e adesso sta a noi utilizzarlo in tutti i casi previsti dalla legge”.

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