Attesa premiata, Grilli è il nuovo ministro dell’Economia

Grilli_vittorio_sliderDopo otto mesi come vice, Vittorio Grilli occupa la prima poltrona di via XX Settembre. Il curriculum del grand commis

ROMA – Nessuno più di Vittorio Grilli può fregiarsi in Italia del titolo (del tutto onorifico) di grand commis dello Stato. Oggi le sue riconosciute capacità e la lealtà dimostrata nei confronti del presidente del Consiglio lo hanno premiato con la proposta dello stesso Monti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di nominarlo ministro dell’Economia e delle Finanze. In questo momento sta giurando al Quirinale.

Il premier ha anche deciso di istituire un Comitato per il coordinamento della politica economica e finanziaria, da lui presieduto. Di esso – informa una nota – faranno parte i ministri dell’Economia, per lo Sviluppo Economico e altri ministri competenti. Alle riunioni potrà essere invitato il Governatore della Banca d’Italia.

Dopo otto mesi dunque il premier Mario Monti lascia l’interim del Tesoro, a favore dell’attuale viceministro. Nato a Milano, classe 1957, Grilli è stato nominato viceministro dell’Economia del governo Monti nel novembre 2011. Dal 2005 al 2011, aveva ricoperto il ruolo di Direttore Generale del Tesoro, incarico in cui era stato confermato anche dai ministri Siniscalco, Padoa Schioppa e Tremonti. Aveva lasciato la direzione generale a seguito della nomina nel governo Monti. Prima ancora, 2002-2005, era stato Ragioniere Generale dello Stato.

Con una solida formazione economica maturata all’inizio soprattutto all’estero (assistant professor alla Yale University fino alla fine degli anni 80 e poi per quattro anni al Birkbeck College della Università di Londra), si può dire che sia entrato nella pubblica amministrazione italian dalla porta principale. Nel 1994 infatti entra al Ministero del Tesoro come capo della direzione per le privatizzazioni.

Dopo una digressione nel privato all’inizio del 2000 (dirigente al Credit Suisse), nel 2002 torna al ministero come Ragioniere Generale dello Stato, e dopo tre anni passa a dirigere il Dipartimento del Tesoro. Durante il periodo è anche Commissario unico della Fondazione “Istituto Italiano di Tecnologia”, per poi diventarne presidente.

Nel settembre-ottobre 2011, a seguito della nomina di Mario Draghi a Presidente della Banca centrale europea, era stato uno dei possibili candidati alla carica di Governatore della Banca d’Italia, incarico però andato ad Ignazio Visco[4].
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