La macelleria degli enti pubblici di ricerca

Bosone_di_HiggsFalcidiati 33mln in questo scorcio di anno e 89 per tutti quelli a seguire. La reazione di presidenti e sindacati


ROMA – Martedì 3 luglio, Palazzo Chigi. Intorno al tavolone degli incontri collegiali il Presidente del Consiglio ha convocato tutte le parti sociali per illustrare le linee guida della spending review che di lì a poche ore porterà in Consiglio dei ministri. Con Monti, ci sono il ministro Patroni Griffi, il sottosegretario Grilli e il super consulente Bondi. La riunione va avanti stancamente, senza nessun confronto vero e su toni astrattamente accademici, che i sindacati bolleranno a fine seduta come un’inutile perdita di tempo.

Dopo che Bondi ha fatto il suo piccolo show illustrando il “metodo mediano e la retta di regressione” usata per i tagli, di cui è maestro, interviene il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi che dice pressapoco: “Tagliate tutto, ma non toccate la ricerca”. Gli risponde con tono rassicurante il pallido sottosegretario assicurando che il Governo non ha nessuna intenzione di fare tagli o accorpamenti, “anzi intende rafforzare gli enti pubblici di ricerca”. Anche l’altro sottosegretario Braga garantisce che non c’è alcuna intenzione di accorpare o sopprimere enti di ricerca in agricoltura.

Tagli_enti_di_ricerca

Cambia scena. Due giorni dopo, sempre a Palazzo Chigi, si riunisce il Consiglio dei ministri che finisce a notte inoltrata. Il comunicato ufficiale riporta tagli lineari a tutti gli enti di ricerca italiani indistintamente (vedi tabella allegata), per 33 milioni di euro quest’anno e 88 milioni l’anno prossimo e in quelli a seguire. In agricoltura l’Inran viene soppresso, c’è un taglio sconsiderato dei finanziamenti degli enti vigilati Mipaaf ed in particolare c’è la messa in mobilità per legge di 15 dipendenti dell’ex Inca, senza alcuna motivazione.

Romacapitale.net compie un rapido giro d’orizzonte per sondare gli umori e le reazioni dei vertici degli enti “tagliati”. C’è ovunque incredulità e sconcerto. Il presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, forte della recente scoperta del bosone, si fa sentire più degli altri: “Mi sento preso in giro. Questa scelta è senza senso. Siamo sicuri che sappiano quello che stanno facendo?….Oramai i nostri precari sanno già da tempo che il loro futuro è solo all’estero”. E’ più o meno la stessa reazione di tutti gli altri enti.

Di fronte a scelte politiche che, al di là delle dichiarazioni retoriche sul valore strategico della ricerca, di fatto penalizzano pesantemente le capacità di sviluppo economico e sociale del nostro Paese, i sindacati unitari del settore hanno chiamato tutti gli addetti della categoria ad una mobilitazione forte. “Con la spending review – dicono Flc Cgil, Fir Cisl e Uil Rua – il Governo dei professori procede allo smantellamento della ricerca pubblica. Riduzione dei finanziamenti agli enti pubblici di ricerca, taglio del 10% delle dotazioni organiche per il personale tecnico-amministrativo, messa in mobilità del personale, blocco del turn over e delle autorizzazioni ad assumere (fermo al 2008), soppressione ed accorpamento dell’Inran”.

Contro questa ricetta tossica del Governo per la ricerca pubblica, tutti i lavoratori del settore si ritroveranno giovedì mattina sotto la sede del ministero dell’Università e della Ricerca per testimoniare la loro netta opposizione al decreto. Per lo stesso pomeriggio Patroni Griffi ha convocato tutti i presidenti degli enti, ma il clima che si preannuncia non dovrebbe essere molto diverso da quello del mattino.

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