Nominato il nuovo direttore generale del Cnr

Cnr_sliderÈ Paolo Annunziato, proposto dal presidente Nicolais. Ha ricoperto incarichi dirigenziali in Telecom e Confindustria

ROMA – Il Consiglio di amministrazione del Consiglio nazionale delle ricerche ha approvato all’unanimità la nomina di Paolo Annunziato quale direttore generale del Cnr, presentata dal presidente Luigi Nicolais.

La scelta del nuovo direttore generale è stata lunga e travagliata. Dall’uscita di scena dell’ex presidente dell’ente, Luciano Maiani, avvenuta a settembre 2011, Nicolais ha prorogato per ben tre volte nell’incarico di Fabrizio Tuzi. Dopo aver “cestinato” tutte le candidature raccolte col bando pubblicato dal suo predecessore Profumo, il numero uno del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha fatto un nuovo avviso, i cui termini sono però scaduti lo scorso giugno senza che dal bando uscisse il nuovo nome.

Paolo Annunziato, romano, nato nel 1961, si è laureato in Scienze politiche alla Luiss di Roma e ha conseguito un Phd in Economia presso l’università di Chicago. Ha ricoperto incarichi dirigenziali in diverse aziende tra le quali Telecom Italia, da cui proviene, e in Confindustria, dove è stato a lungo direttore dell’area Ricerca, innovazione e net economy. Dopo la formazione, ha svolto attività professionale a livello internazionale presso A.T. Kearney, World Bank e Commissione europea. Vanta un’approfondita esperienza in organismi culturali e di promozione della ricerca e dell’innovazione quali fattori di sviluppo, come Apre, Airi, Fondazione Olivetti e Treccani.

“Il significato di questa scelta, oltre ovviamente che nell’alto profilo e nell’importante esperienza del nuovo direttore, risiede nella sua conoscenza diretta e approfondita del mondo imprenditoriale, e si inserisce quindi nell’ottica che abbiamo già affermato di rafforzare sempre più il rapporto tra Cnr e aziende”, commenta il presidente Nicolais.

“Il compito primario del nostro Ente è e resta quello di fare ricerca scientifica come produzione e avanzamento della conoscenza, ma soprattutto in una fase storica come l’attuale non possiamo prescindere dall’impegno nella valorizzazione dei risultati della ricerca a livello applicativo. È un’esigenza duplice: sia per tentare di colmare il profondo gap che ci distanzia dai partner europei nell’investimento privato in ricerca e sviluppo, sia per fornire, tramite l’innovazione, un contributo alla ripresa socio-economica del nostro paese”.

Il nuovo direttore generale che si troverà a gestire un budget vicino al miliardo di euro, eserciterà l’incarico a partire dal prossimo primo settembre.

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