Inchiesta mondiali di nuoto, assolto Giovanni Malagò

malago_giovanniEra imputato nel processo per gli abusi edilizi avvenuti in occasione dei campionati mondiali di nuoto del 2009

 

ROMA – Pieno proscioglimento, perché il fatto non sussiste, di Giovanni Malagò presidente del centro sportivo Acqua Aniene, imputato nel processo per gli abusi edilizi avvenuti in occasione dei campionati mondiali di nuoto del 2009. Il manager era chiamato in causa in relazione all’impianto ‘Aquaniene’.

La decisione di assolvere Malagò è stata presa dal giudice monocratico Marina Finiti, accogliendo l’istanza presentata dal difensore Carlo Longari. L’avvocato Longari ha spiegato: “Sono molto soddisfatto della sentenza di assoluzione pronunciata oggi nei confronti del mio assistito, Giovanni Malagò. In questo modo si risolve una vicenda durata lungo tempo. Ora aspettiamo di leggere la motivazione che credo, comunque, vedrà recepita la nostra istanza”.

Per gli impianti costruiti in occasione dei ‘Mondiali di Nuoto Roma 09’, Malagò era sotto processo insieme ad una ventina di persone, tra cui con altre persone tra le quali anche Angelo Balducci ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Claudio Rinaldi commissario straordinario di nuoto e Angelo Zamporlini, architetto già coinvolto nell’inchiesta sugli appalti G8. Per costoro il processo prosegue mentre Malagò esce definitivamente dalla vicenda.

A fronte di una serie di sequestri e la “facoltà d’uso per motivi di pubblica utilità” durante la rassegna iridata il Consiglio di Stato alla fine del 2011, ha invece accolto la ricostruzione dei difensori di alcuni circoli. Nell’istanza presentata dall’avvocato Longari, in tal senso si sottolinea la “presenza di legittimo titolo edificativo e di accertamento circa la conformità tra quanto asserito con il titolo medesimo e quanto concretamente realizzato”.

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