Scioperi, in aumento quelli del trasporto pubblico

sciopero-generale-trasporti-1-marzoSolo nel 2011 sono stati ben 465 quell proclamati. Il problema del rinnovo del contratto di categoria

 

ROMA – Con l’avvicinarsi dell’ennesimo sciopero dei trasporti, il prossimo è previsto per il 20 luglio, il clima si fa sempre più rovente tra i sindacati, aziende, Governo e cittadini costretti a subire.

Il problema è serio e deriva dalla necessità di rinnovare il contratto della categoria, scaduto nel 2007, e non sembra che le trattative stiano andando nella giusta direzione, infatti è proprio di questi giorni la chiusura del tavolo contrattuale con i sindacati da parte di Asstra e Anav. In questa situazione anche l’autorità Garante per gli scioperi non ha molti margini d’azione dal momento che lo sciopero, se svolto all’interno delle regole, è un diritto costituzionale e non può essere bloccato.

Prendendo in considerazione i dati diffusi dall’Authority per gli scioperi nella sua relazione annuale sulle manifestazioni nel 2011, salta subito all’occhio che i lavoratori che hanno incrociato le braccia più spesso sono proprio i dipendenti delle aziende di trasporto pubblico. Sono stati infatti ben 465 gli scioperi proclamati lo scorso anno in questo settore con un aumento del 34 per cento rispetto al 2010, quando ne sono stati proclamati 346. Sulle 465 proclamazioni di sciopero l’Autorità è intervenuta 119 volte (cioè sul 25 per cento) e i sindacati si sono adeguati alle indicazioni il 90 per cento delle volte. Questi numeri si riferiscono solo alle proclamazioni e non ai giorni effettivi di sciopero, che di fatto sono stati 86, numero nettamente inferiore, ma oggettivamente alto.

Va comunque tenuto in considerazione anche l’effetto annuncio che, insieme alla revoca tardiva, crea comunque allarme tra i cittadini, ed è, secondo quanto prevede la legge, passibile di valutazione da parte dell’Autorità, in quanto può avere sull’utenza lo stesso impatto di uno sciopero realmente svolto.

I motivi di sciopero per il TPL negli anni scorsi sono da ricondursi al rinnovo del CCNL solo nel 3,87 per cento dei casi, mentre attualmente rappresenta il motivo principale delle mobilitazioni del settore. Da parte dell’Autorità nei confronti dei lavoratori sono stata fatte 14 sanzioni per un totale pari a poco più di 10.000 euro. Sono usciti da questa bagarre i ferrovieri, la cui situazione è migliorata in seguito all’accordo recentemente raggiunto con Moretti.

“Come ho avuto modo di rappresentare in occasione dell’ultima Relazione annuale al Parlamento sull’attività svolta dalla Commissione di garanzia sugli scioperi, il settore del Trasporto pubblico locale si rivela come uno dei servizi essenziali nei quali si registra un marcato incremento della conflittualità”. Così il presidente dell’Autorità di garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, in un appello rivolto oggi al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera, al Ministro per gli affari regionali, Piero Gnudi, e al Presidente della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, in merito al mancato rinnovo del CCNL nel settore del Trasporto pubblico locale.

“La tendenza alla conflittualità – prosegue Alesse – si sta ulteriormente confermando, già nella prima metà del 2012, anche a causa della crisi della finanza pubblica che sta investendo il nostro Paese. Nel settore in questione, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro è scaduto il 21 novembre 2007. In data 14 maggio 2009, le Parti hanno siglato un’intesa che avrebbe dovuto condurre alla definizione del Protocollo sul CCNL della Mobilità. Tale percorso si è definitivamente interrotto nel settembre del 2010”.

“Lo scorso 5 luglio – spiega l’Authority – le Associazioni rappresentative delle aziende ANAV e ASSTRA hanno dichiarato il proprio recesso dall’intera trattativa e, il giorno successivo, le maggiori Organizzazioni sindacali rappresentative del settore hanno proclamato, per il prossimo 20 luglio, lo sciopero nazionale del Trasporto pubblico locale.

Pertanto, fermi restando l’impegno istituzionale e la vigilanza dell’Autorità di garanzia a che il conflitto si svolga nel pieno rispetto delle regole, rimane più che mai necessario rafforzare gli sforzi per giungere ad una ricomposizione della controversia. Diversamente, è ragionevole pensare che assisteremo a crescenti proclamazioni di scioperi, che finiranno, necessariamente, per causare ai cittadini non pochi disagi. La Commissione di garanzia rivolge un fermo appello per l’urgente ripresa di un’effettiva interlocuzione istituzionale fra tutti i soggetti coinvolti e, a tal fine – conclude – è disponibile, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, a proporsi come sede di mediazione”.

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