Scommesse, alla Stanleybet confermata legittimità dei Ctd

Palazzaccio_sliderLa Cassazione conferma la piena regolarità dell’attività Stanley, esclude il reato e disapplica la normativa italiana

ROMA – Stanleybet deve essere considerata un concessionario. Di fronte alla III Sezione della Suprema Corte di Cassazione Penale, si è tenuta la Camera di Consiglio riguardante 51 centri Stanleybet e 9 centri affiliati ad altri bookmaker. La Cassazione ha confermato la legittimità dei Centri Trasmissione Dati (Ctd) di Stanleybet, rappresentata dall’Avvocato Daniela Agnello di cui sono stati accolti tutti gli appelli.

Annullamento dunque dei sequestri per i centri trasmissione dati Stanleybet, inammissibilità per i ricorsi di agenzie facenti capo ad altri marchi come Goldbet e, per vicende di parecchi anni fa, Starprice e Eurobet. Restano invece sotto sequestro – e le eventuali condanne o sanzioni a carico dei titolari vanno così in giudicato – i punti affiliati a operatori di scommesse che non hanno potuto dimostrare la discriminazione subita nel corso degli anni nell’accesso al mercato regolamentato italiano.

Il Procuratore Generale, rivolto al Presidente del Collegio, ha chiarito che la decisione della Suprema Corte, in applicazione della sentenza Costa – Cifone, poteva avere un esito positivo solo per Stanleybet. Il Procuratore Generale, dopo ampia disamina della materia, ha concluso che la sentenza della Corte di Giustizia non lascia spazio e che Stanleybet deve essere considerata come un Concessionario. 

Dopo 12 anni di battaglie giudiziarie Stanleybet può affermare che la sua linea, mantenuta con coraggio e determinazione nel corso degli anni, è sempre stata ed è corretta e nel pieno rispetto della legge nazionale e comunitaria. E ora, spiega una nota, “potrebbe essere il momento giusto per iniziare colloqui definitivi per l’inserimento di Stanleybet nel Sistema Concessorio Italiano”.

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