Aspettando il Consiglio di Stato sull’Acea

Acea_sliderAccolto in via cautelativa il ricorso contro la delibera 32 sulla vendita delle azioni dell’Acea. Discussione il 24 luglio

 

ROMA – Il Consiglio di Stato ha approvato ieri una decisione che accoglie, in via cautelativa, il ricorso di una gruppo di consiglieri comunali dell’opposizione (Gianluca Quadrana, Lista Civica per Rutelli; Francesco Smedile, Udc e Maria Gemma Azuni, Gruppo misto) contro l’ormai famosa delibera 32 della Giunta Alemanno che istituisce una holding per tutte le aziende municipali e mette in vendita il 21% del proprio pacchetto di azioni della multiutilty Acea, di cui attualmente detiene il 51%.

Il ricorso – come specifica l’avv. Gianluigi Pellegrino che assiste i ricorrenti – ha per  oggetto una clamorosa violazione delle prerogative dei singoli consiglieri comunali che, come noto, hanno il diritto/dovere di partecipare ai lavori assembleari secondo le norme che espressamente regolano i lavori stessi e le prerogative dei consiglieri. Infatti  rispetto, ad esempio, ad una determinata proposta di delibera avanzata dalla giunta comunale (come è nel caso) i consiglieri hanno pieno diritto a presentare ordini del giorno ed emendamenti, dove i primi sono volti a proporre indirizzi relativi all’esame della proposta o alla sua attuazione, mentre i secondi, gli emendamenti, riguardano i contenuti della stessa.

Sicché, all’atto del voto finale sulla proposta, il singolo consigliere si determina ad un voto positivo oppure negativo o si astiene anche sulla base degli ordini del giorno e degli emendamenti modificativi eventualmente approvati. E infatti l’art. 67 del regolamento del consiglio comunale di Roma stabilisce che i lavori relativi ad una proposta di delibera si svolgano come segue: proposta di delibera iscritta nell’ordine del giorno; presentazione di ordini del giorno e di emendamenti; discussione; voto sugli ordini del giorno; voto sugli emendamenti; voto finale sulla delibera.

Ebbene – specifica il Pellegrino – “nel caso di specie la giunta ha ritenuto di presentare una importante (quanto stravolgente per l’assetto del comune) delibera di costituzione di una holding per tutte le partecipate, con contestuale privatizzazione di quote consistenti delle stesse,  tra cui in particolare l’Acea, idonee a far venire meno il controllo pubblico maggioritario…..Come era quindi prevedibile sono pervenuti da parte dei consiglieri migliaia di proposte di ordini del giorno e di emendamenti.

Sul punto lo stesso legale dei ricorrenti riconosce che gli stessi possono anche rappresentare esercizio di legittimo ostruzionismo. Ma è altrettanto noto che anche per le assemblee comunali esistono contromosse altrettanto legittime all’ostruzionismo, come quelle di accorpamento di ordini del giorno o emendamenti analoghi, ovvero dell’approvazione di ordini del giorno o emendamenti incompatibili con gli altri, con conseguente loro assorbimento.

Ciò che invece (e pacificamente) non è consentito è il conculcare il diritto dovere dei singoli consiglieri a trattare e votare ordini del giorno ed emendamenti prima del voto finale sulla delibera. Nel caso di specie è invece assurdamente avvenuto che, dopo che era già terminata la discussione generale e si era votato su oltre mille ordini del giorno, la presidenza del consiglio comunale ha ritenuto ammissibile una cd. questione pregiudiziale e sospensiva con cui si è determinato di “rinviare successivamente all’approvazione del bilancio 2012 (sic!!!!), l’esame degli ordini del giorno presentati sulla proposta n. 32/2012”.

A parere dell’avv. Pellegrino la Presidenza del Consiglio comunale avrebbe dovuto dichiarare radicalmente inammissibile una siffatta questione pregiudiziale e sospensiva, può riguardare la trattazione di un complessivo argomento (e quindi eventualmente l’intera trattazione della proposta 32/12 comprensiva ovviamente anche di ordini del giorno ed emendamenti), ma mai essere utilizzata per conculcare il diritto/dovere dei consiglieri di presentare, trattare e votare ordini del giorno ed emendamenti, come testualmente previsto dall’art. 67 del regolamento.

Ugualmente illegittima è stata la determinazione della presidenza dell’assemblea di “rinviare successivamente all’approvazione del bilancio 2012 (sic!!!!), l’esame degli ordini del giorno presentati sulla proposta n. 32/2012” così conculcandosi il diritto/dovere dei consiglieri innanzi descritto.

Romacapitale.net, così come ha dato conto delle motivazioni del ricorso dei consiglieri di opposizione, non è riuscita finora a fare altrettanto con gli argomenti avanzati dalla difesa dell’Amministrazione. Conta di riuscire a farlo prima della discussione di merito.

Nel prendere comunque atto della decisione del supremo organo di giustizia amministrativa, il sindaco Alemanno ha auspicato che “la riunione della V sezione che deve decidere definitivamente della sospensiva venga anticipata il più possibile in modo da non ritardare oltre l’iter di approvazione della delibera di bilancio”. La richiesta è stata di fatto esaudita dal momento che il ricorso sarà discusso nel merito dalla competente Sezione del Consiglio di Stato il prossimo martedì 24 luglio.

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