La vittoria di Salini al fotofinish

Salini_pietro_bisIl gruppo romano conquista la proprietà di Impregilo, la più grande impresa di costruzioni. Costamagna presidente

 

ROMA – Alla fine l’ha spuntata Pietro Salini. La sua scalata all’Impregilo, la più importante impresa di costruzioni italiana, si è conclusa oggi in assemblea a Milano con la revoca del vecchio consiglio di amministrazione presieduto da Fabrizio Palenzona e la nomina di Claudio Costamagna al vertice del gruppo. A favore della revoca del cda espressione del gruppo Gavio si è espresso il 51,01% dei voti, mentre ha votato contro il 48,9%. Astenuti i restanti intervenuti all’assemblea chiesta dai Salini per azzerare il consiglio.

Un’altra bella soddisfazione Pietro Salini se l’era tolta ieri quando l’assemblea del suo gruppo aveva approvato all’unanimità il bilancio 2011 e nominato il nuovo consiglio di amministrazione in cui 4 posti su 9 sono andati alla frangia dissidente della famiglia, ormai ricomposta.

Comunque, anche l’ultimo round del match Salini-Gavio è stato oltremodo combattuto. Subito dopo l’intervento di Palenzona, infatti, ha preso la parola Bruno Binasco, il braccio destro della famiglia Gavio, che ha chiesto al presidente di far luce sulla provenienza dei soci e se tra questi ci sono società delle Isole Cayman o di altri paradisi fiscali. Hanno fatto seguito quindi gli interventi dell’avvocato della famiglia Salini, Sergio Erede, che ha ribadito la necessità di revocare il Cda in carica per giusta causa; e poi una rappresentante di Mediobanca che ha sottolineato come l’istituto non “trova giustificazioni per la revoca del consiglio”.

La partita in pratica si è risolta quando il Fondo Amber Capital, detentore del 7,2% del capitale di Impregilo, ha ufficializzato la sua intenzione di votare a favore della revoca del cda come chiesto da Salini. “Abbiamo preferito il piano di Salini – ha affermato Mosetti – spiegando di aver già preso questa decisione in occasione dell’assemblea del 12 luglio scorso, poi aggiornata a oggi”.

La Igli, la holding della famiglia Gavio, comunque non si arrende e ha presentato un esposto alla Consob ipotizzando l’esistenza di un patto occulto tra il gruppo Salini, titolare del 29,9% del capitale di Impregilo, e il fondo americano Amber, socio del general contractor milanese. In questo modo il costruttore romano sarebbe salito, anche se indirettamente, oltre il 30% del capitale di Impregilo senza il lancio dell’Opa obbligatorio per legge.

Il grande sconfitto nell’assemblea di oggi, oltre naturalmente a Gavio, è stata Mediobanca che si era opposta fieramente alla scalata di Salini. La revoca dell’attuale consiglio di amministrazione di Impregilo provocherebbe ”conseguenze negative” per il futuro del general contractor milanese, aveva avvertito Cristiana Vibaldi, rappresentante di Mediobanca. Secondo Piazzetta Cuccia infatti ”una simile decisione andrebbe contemperata con valutazione dei rischi e con le conseguenze negative se la revoca si verificasse senza requisiti che ne giustificassero l’urgenza”.

Partita comunque chiusa e ora si guarda avanti. Nasce il più grande polo delle costruzioni in Italia con profonde radici e commesse in tutto il mondo. Ci sono fondamentali scelte strategiche da compiere nei prossimi mesi, a cominciare dalle concessioni di cui Impregilo e le sue consociate estere sono ricche. Molte di quelle scelte erano state anticipate dal piano industriale che Salini aveva presentato agli azionisti e che è risultato vincente. Ora si passa alla realizzazione di quel piano.

Dopo aver seguito da vicino l’andamento dell’assemblea, il titolo Impregilo in chiusura ha perso lo 0,7%.

Potrebbero interessarti anche