Lacrime e sangue per salvare il Gemelli

gemelli-sliderTagli a posti letto e personale. A rischio circa 500 lavoratori. Buco di bilancio di 1 miliardo. Medici pronti allo sciopero

 

ROMA – La scure si è abbattuta anche sul Gemelli. Per salvare l’ospedale del Vaticano forse più importante d’Italia, il consiglio di amministrazione dell’ateneo ha approvato un piano strategico con una serie di interventi che riporteranno (si spera!) i conti in ordine. Le “Linee guida del piano strategico e valutazione preliminare degli impatti economici“ sono di pochi giorni fa e indicano con chiarezza la strada che l’attuale dirigenza del policlinico Gemelli sta intraprendendo.

La voce più importante la faranno i tagli del 10% del personale attraverso il blocco del turn over e il mancato rinnovo dei contratti a termine. Risultato: 490 lavoratori, medici e non, dovranno lasciare nei prossimi anni il Gemelli, con un risparmio stimato di 30 milioni di euro.

Altri 22 milioni di euro verranno ricavati dalla riduzione del “costo unitario del personale”. Ovvero dal taglio degli stipendi reali. L’obiettivo finale è quello di rendere remunerativa l’attività assistenziale sanitaria, con circa 30 milioni annui di ricavi a partire dal 2016. La strada della privatizzazione della sanità è ormai aperta.

In un altro capitolo ancora si prevede un taglio deciso ai posti letto disponibili. Dalle 1644 unità del 2011, già quest’anno si passa a 1588, per arrivare nel 2013 a 1400 degenze medie. La serie cumulata degli interventi dovrebbe così portare l’ospedale in equilibrio a partire dall’esercizio 2013, mentre il bilancio 2011 dovrebbe chiudere con una perdita di 100 milioni

Ma, al di là dei numeri, la parte più interessante del documento è appunto quella strategica. Nel piano infatti si spiega che “la riduzione della spesa pubblica in ambito sanitario prevista per i prossimi anni accentuerà l’incremento della contribuzione di risorse private anche attraverso una maggiore intermediazione da parte di assicurazioni e casse assistenziali”. In altre parole, chi avrà la copertura di assicurazioni private (e care) potrà garantirsi l’eccellenza del policlinico universitario dell’università cattolica. Per gli altri ci sarà un’assistenza di serie B con budget ridotti. Il trend verso la privatizzazione dell’assistenza sembra dato per scontato.

D’altronde il buco di bilancio del Policlinico Gemelli è la conseguenza di dieci anni di crediti vantati, e mai incassati, nei confronti della Regione Lazio. Circa un miliardo di euro che ha provocato un pari indebitamento nei confronti di banche e fornitori. A ciò si è aggiunta la riduzione del finanziamento in conto esercizio della Regione”, passata da 580 milioni a 510, mentre altri 100 milioni di euro in meno sono previsti per l’immediato futuro, con un rischio considerevole per le casse dell’ospedale.

La palla spetta ora proprio alla Regione che dovrà vagliare le politiche alternative da attuare, tra cui la cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga per due anni per 196 dipendenti e convocare un tavolo della vertenza. Nel frattempo i medici hanno fatto sapere di essere pronti a incrociare le braccia a meno che non arrivino garanzie sul pagamento degli arretrati vantati dai camici bianchi e sulla possibilità di reinserimento di quelli destinati ad uscire.

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