Tassa sulla fortuna, per le Videolotteries deciderà il Tar

Slot_machine_sliderI concessionari delle slot machines chiedono di sospendere la tassa del 6% sulle vincite oltre i 500euro

ROMA – Difficile introdurre la tassa sulla fortuna per le Videolotteries dal prossimo 1° settembre, come previsto dal Decreto Fiscale: è quanto sostengono i concessionari delle slot machines, che chiedono al Tar Lazio di sospendere per le Vlt, le slot di ultima generazione, la tassa del 6% sulle vincite superiori a 500 euro.

La prossima udienza è fissata al prossimo 25 luglio. I concessionari avevano già ottenuto uno stop dal Tar Lazio a gennaio, prima che il Governo spostasse l’applicazione della nuova tassa sulle Videolotteries – già in vigore per SuperEnalotto e Gratta e Vinci – al prossimo 1 settembre. Un termine che i concessionari ritengono comunque troppo stretto e impraticabile anche se i collaudi dei Monopoli seguissero un ritmo serrato e frenetico per tutta la fine di luglio e per l’intero mese di agosto: sarebbe necessario modificare i sistemi di gestione del software delle macchine, compiere test accurati per evitare pericolosi ‘bug’ e ottenere la certificazione di Aams e Sogei dopo i necessari collaudi.

Ecco perché in molti ritengono necessaria una proroga. Anche se il percorso è di difficile realizzazione, per legge i Monopoli sono tenuti a far rispettare quanto previsto dalla legge: a maggio Aams ha inviato ai concessionari una nota in cui ribadisce come chi non adegua i software non potrà continuare a raccogliere gioco.

Ma la decisione del Tar potrebbe avere effetti non solo sui concessionari di gioco: dall’introduzione della Tassa sulla Fortuna il Governo stimava di incassare 150 milioni per il 2012, in gran parte proprio dalle Vlt. Bloccare le macchine – in pratica quasi nessuno dei concessionari potrebbe garantire di essere pronto al prossimo 1 settembre – metterebbe le ‘ganasce’ a un settore che nel primo semestre del 2012 ha garantito incassi per oltre 10 miliardi di euro e un contributo per l’Erario da 420 milioni.

Altro dubbio sollevato è se la norma sia da ritenere come una modifica tecnica e abbia ‘saltato’ il passaggio obbligatorio a Bruxelles: in questo caso la Commissione Europea – che sarebbe già allertata sulla vicenda – potrebbe imporre una disapplicazione della tassa. Proprio la Commissione Europea ha ‘bacchettato’ oggi Polonia e Lettonia sulle mancate modifiche alle norme tecniche in materia di apparecchi da gioco.

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