Malagò in campo per la presidenza del Coni

Malago_sliderIl presidente del Circolo Canottieri Aniene rompe gli indugi. L’avversario da battere è Lello Pagnozzi

 

ROMA – “Penso di aver maturato un’ esperienza che può supportare lo sport del nostro paese e ufficialmente annuncio la mia candidatura alla presidenza del Coni”. Con queste parole Giovanni Malagò, presidente del Circolo Canottieri Aniene, è uscito stamattina allo scoperto e si è candidato a ricoprire la poltrona più importante dello sport italiano.

Con questa scelta l’imprenditore romano di fatto diventa l’avversario numero uno dell’altro candidato, Raffaele (Lello per gli amici) Pagnozzi, attuale segretario generale del Coni che ha ufficializzato con largo anticipo la propria candidatura , in una sorta di ticket con il presidente in carica, Gianni Petrucci, che occupa la poltrona dal 28 gennaio 1999.

Per Malagò la battaglia si presenta dura ma non impossibile data la straordinaria rete di relazioni di cui notoriamente gode. Personaggi del calibro di Gianni Letta, di Piero Gnudi, di Luca Cordero di Montezemolo e di innumerevoli altri vip potrebbero scendere al suo fianco. Nella campagna elettorale d’autunno che lo attende dovrà però guadagnare consensi nel mondo dello sport, cioè del corpo elettorale, dove il suo avversario per ora lo surclassa.

L’intesa infatti, nemmeno tanto tacita, fra i due attuali leader del Coni prevederebbe che, una volta eletto Pagnozzi alla massima carica, Petrucci possa rientrare a Largo De Bosis come presidente della Federazione di Pallacanestro, da cui peraltro proviene. Già la guida di una delle Federazioni sportive più ricche e prestigiose (12 milioni in cassa) sarebbe un’ottima sistemazione, ma più che altro consentirebbe a Petrucci, attraverso il suo amico di una vita, di continuare ad avere voce in capitolo nelle vicende interne della potente confederazione sportiva.

Un eventuale terzo incomodo per la corsa alla presidenza del Coni, che si svolgerà nel febbraio 2013, potrebbe venire da Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico, che ha già fatto sapere che per il momento “non dico nulla, parlerò dopo le Olimpiadi di Londra. Ora i protagonisti devono restare gli atleti”. Rispetto ai suoi eventuali competitor, Pancalli si è limitato a dire che “sono due candidati autorevoli e importanti. In questo momento sono uno spettatore interessato, come uomo di sport. Ma il pensiero ora deve essere rivolto alle Olimpiadi”.

Qualcuno azzarda anche il nome di un quarto outsider, il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, che al momento però, ammesso che decida di scendere in campo, si presenta soltanto come una candidatura di disturbo.

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