Il Csm si spacca su incarico Ingroia in Guatemala

Ingroia_AntonioSul collocamento fuori ruolo del procuratore aggiunto di Palermo, tre voti a favore, uno contrario e due astenuti

ROMA – Si è spaccata la Terza Commissione del Csm, sul collocamento fuori ruolo del procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, per consentirgli di ricoprire un incarico dell’Onu in Guatemala. Tre infatti i voti a favore, uno contrario e due astenuti. La decisione finale toccherà comunque giovedì prossimo al plenum di Palazzo dei Marescialli.

A favore hanno votato i consiglieri di Unicost Giovanna Di Rosa e Alberto Liguori e il togato di Area Francesco Vigorito; contro si è espresso il consigliere Antonello Racanelli (Magistratura Indipendente), mentre si sono astenuti i due laici del Pdl Annibale Marini e Filiberto Palumbo.

Secondo i consiglieri che hanno sostenuto Ingroia, non c’è nessuna ragione per non concedergli il collocamento fuori ruolo: la richiesta del magistrato è conforme alla normativa e soprattutto, trattandosi di un incarico dell’Onu, il suo conferimento può essere solo fonte di prestigio per lo Stato italiano. Oltretutto non ci sarà nessuna conseguenza sui procedimenti di cui Ingroia è titolare, a cominciare da quello sulla trattativa tra Stato e mafia, sia perché sono tutti in coassegnazione, sia perché il magistrato palermitano come procuratore aggiunto ha soprattutto compiti di coordinamento. Di tutt’altro avviso Racanelli e i due laici del Pdl. Di fronte a indagini delicate ancora in corso non appare opportuno il collocamento fuori ruolo di Ingroia, perché l’interesse prevalente dello Stato è che queste vengano portate a compimento.

L’incarico che l’Onu vuole affidare ad Ingroia è quello di capo dell’Unità di investigazioni e analisi criminale in Guatemala.

(Valentina Marsella)

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