13:46 | Falsi agenti della Polizia Postale minacciavano e offendevano utenti di Skype

Attraverso il programma per la conversazione e la video-conferenza denominato Skype, si qualificano come Agenti della Polizia di Stato in forza presso il Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma e dopo aver lanciato accuse ad un utente di avere scaricato materiale pedopornografico lo offendono pesantemente.

Tre minorenni hanno iniziato spacciandosi poliziotti e scherzando nello stesso modo tra di loro, ma poi hanno deciso di aprire una conversazione congiunta con un terzo estraneo preso a caso, qualificandosi appunto come Agenti della Polizia di Stato che, per doveri istituzionali e dietro segnalazione ricevuta da quello che indicavano come il Comando generale della Polizia Postale di Roma, stavano agendo per individuare soggetti coinvolti nei reati di detenzione, cessione e divulgazione di materiale pedopornografico. Vista la resistenza e lo scetticismo del malcapitato, i tre soggetti non hanno lesinato pesanti offese; quello che non immaginavano, però, è che questo gioco pericoloso, dopo una puntuale segnalazione dell’utente – che forniva al Compartimento anche le stampate delle conversazioni – avrebbe portato alla loro individuazione in provincia di Catania. 

Grande stupore e scuse sincere alla Polizia ed alla parte offesa ha espresso la madre del più aggressivo dei tre ragazzi, intestataria dell’utenza telefonica servita per la connessione.

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