Ippica, Assi casse vuote: slittano i pagamenti

Ippica_sliderGli istituti di credito hanno interrotto il flusso di finanziamenti verso l’agenzia che sarà a breve cancellata

 

ROMA – La riunione tra i rappresentanti delle categorie ippiche e i vertici dell’Assi tenutasi ieri a Roma ha confermato lo stato di profonda crisi economica in cui versa l’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico che, come è noto, sarà cancellata come previsto dal decreto dismissioni del Governo Monti. Proprio in seguito a quanto stabilito dal recente decreto legge, gli istituti di credito avrebbero interrotto il flusso di finanziamenti verso la stessa agenzia che così oggi si ritroverebbe praticamente con le casse vuote. Oltretutto, nel bilancio del 2012 non sarebbero stati contabilizzati i 35 milioni che l’Assi doveva incassare da una transazione con i Monopoli di Stato, quindi anche queste risorse non sono al momento disponibili.

Il segretario generale Francesco Ruffo Della Scaletta lo ha confermato ai rappresentanti delle categorie professionali ed ha comunicato che nonostante tutti i conteggi per i pagamenti dei premi al traguardo relativi ai mesi di maggio e giugno siano pronti, gli stessi potranno essere effettuati a scaglioni, mano a mano che entreranno in cassa i proventi dalle scommesse. Slittano anche le attribuzioni agli ippodromi, la cui convenzione è peraltro in proroga con alcune società come ad esempio quella che gestisce l’impianto napoletano di Agnano in profonda crisi e a rischio chiusura.

La situazione dunque sembra destinata a inasprirsi nei prossimi mesi, e – secondo quanto si apprende da esponenti del settore – l’Assi potrebbe non essere più in grado di garantire il montepremi delle corse già tra settembre e ottobre. Questo provocherebbe un nuovo stop delle gare, dopo lo sciopero attuato dalla filiera tra gennaio e febbraio.

Un 2012 iniziato male e che non tende a migliorare per le scommesse. In totale, nei primi sei mesi del 2012 il calo è del 32,08% rispetto al 2011 con un movimento pari a 522 milioni di euro: un crollo della raccolta su cui pesa anche lo stop del settore, fermo per sciopero per circa un mese all’inizio dell’anno.

La tendenza al ribasso è stata confermata anche nei primi 15 giorni del mese di luglio, che, con una raccolta di circa 42 milioni di euro, hanno visto un calo del 18,3% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Unico settore in controtendenza quello dell’Ippica nazionale, che grazie all’aumento del numero dei concorsi, ha superato i dodici milioni di euro, cui corrisponde un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno pari al 3,18%.

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