Via libera del Csm, Ingroia andrà all’Onu

Ingroia_AntonioDal plenum sì al collocamento fuori ruolo del procuratore aggiunto di Palermo in Guatemala con 23 voti a favore

 

ROMA – Il pm Antonio Ingroia, titolare dell’indagine sulla trattativa tra Stato e mafia potrà lasciare la Procura di Palermo per un incarico dell’Onu in Guatemala.

Il via libera, tra le polemiche, gli è stato concesso dal Plenum del Csm con 17 voti a favore, 4 contrari e 3 astensioni. Il voto ha spaccato i laici del Pdl: contro ha votato Niccolò Zanon, mentre Bartolomeo Romano si è astenuto e gli altri due componenti del gruppo, Annibale Marini e Filiberto Palumbo si sono espressi a favore. Contro il fuori ruolo per Ingroia ha votato anche il consigliere della lega Adalberto Albertoni e i consiglieri togati Paolo Auriemma (Unicost) e Antonello Racanelli (Magistratura Indipendente). Astenuti il primo presidente e il procuratore generale della Cassazione.

La delibera era quella proposta dalla Terza Commissione, che a sua volta si era spaccata sul sì al fuori ruolo per Ingroia. Il magistrato collaborerà dunque, con le Nazioni Unite come capo dell’Unità di Investigazione della Commissione Internazionale contro l’impunita’ in Guatemala per 12 mesi. A suscitare le polemiche, in particolare, la decisione del magistrato di lasciare l’Italia e, di conseguenza, il delicato procedimento, da lui coordinato sulla presunta trattativa Stato-mafia.

“Ingroia lascia dopo aver dato la stura ad uno dei più difficili contrasti istituzionali della storia repubblicana e aver richiesto rinvio a giudizio per un’inchiesta che non ha precedenti peri temi che affronta – ha rilevato Zanon, spiegando il suo voto contrario – preferirei che un pm, anziché partire, restasse e affrontasse il dibattimento per vedere quanto resterà in piedi del suo impianto”. Zanon, inoltre, ha ricordato la delibera su Ingroia e le parole da lui pronunciate in un evento organizzato dal Partito dei Comunisti Italiani, con la quale il Plenum aveva sollecitato l’inserimento di tale episodio nel fascicolo professionale del magistrato: “nulla abbiamo saputo dell’attività della Quarta Commissione su questo punto – ha sottolineato il laico del Pdl – Ingroia parte e la questione resta pendente. In ogni caso a lui auguro buon lavoro e invio anche un forte in bocca al lupo al Guatemala e all’Onu”.

Auriemma, inoltre, ha spiegato il suo voto contrario legandolo proprio al “concetto di responsabilità che grava su un procuratore aggiunto: quando si raggiungono obiettivi tali con un processo di enorme importanza, il magistrato ha il dovere di continuare a seguirlo”. Sulla stessa linea il togato di Mi Racanelli: “non è opportuno che Ingroia lasci il lavoro che sta facendo a Palermo”, ha detto, esprimendo il timore che “gli entusiasmi espressi per questo incarico siano ipocriti: si pensa forse ‘se ne va e ce lo togliamo di torno’. Per questo esprimo ai pm di Palermo, e allo stesso Ingroia, la mia solidarietà, perché sono sorpreso anche dell’atteggiamento dell’Anm, la cui posizione non e’ stata netta nel difendere quei magistrati dagli attacchi subiti anche da altri colleghi. Rinnovo anche la mia fiducia al presidente della Repubblica, che anche ha subito inaccettabili attacchi e attendo la decisione della Consulta, ma come pm io mi sarei comportato come i colleghi di Palermo”.

Il laico della Lega Albertoni ha ribadito “il dato di crisi spaventosa che viene fuori dall’indagine sulla trattativa da un punto di vista etico e politico”. Tra i consiglieri, c’è anche chi difende Ingroia, come il togato di Area, Vittorio Borraccetti: “contro di lui sento parole ingiuste e ingenerose. E’ un magistrato esperto di narcotraffico ed è logico che sia stato scelto dall’Onu per l’incarico in Guatemala. Qui ha contrastato la mafia sotto l’aspetto delle collusioni con la politica, cosa che non è stata fatta a sufficienza da altri. Nessuno è insostituibile. Il processo sulla trattativa non è messo a rischio dall’assenza di Ingroia”.

Il presidente della Terza Commissione, Alberto Liguori (Unicost), relatore della delibera, ha ribadito la correttezza dell’iter seguito, ricordando che la “rapidita’” delle pratiche sulle richieste per incarichi internazionali e’ sempre stata applicata. Il consigliere Francesco Vigorito (Area), ha rilevato come “questa vicenda non ha gran che di particolare, ma alcuni cercano di riservare un trattamento speciale a Ingroia, con un atteggiamento pregiudizievolmente contrario”.

I due laici del Pdl, Annibale Marini e Filiberto Palumbo, che in Commissione si erano astenuti dal votare la delibera, oggi hanno espresso voto favorevole. “Questa richiesta proviene dall’Onu – ha sottolineato Marini – e ciò mi induce a esprimermi a favore”.

(Valentina Marsella)

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