Repetita iuvant…ai Benetton

Fiumicino_aeroporto_slider_bisAnche le cifre sono sempre le stesse: 5mln di progettazione, 12 mld di investimenti, 30.000 posti di lavoro nei primi 10 anni

 

ROMA – La memoria forse non ci assiste, ma quella di oggi è sicuramente la quarta o quinta volta che Aeroporti di Roma presenta al governo, agli operatori, agli enti locali, alla stampa il progetto del nuovo “Leonardo da Vinci”. E anche le cifre sono sempre le stesse: 12 miliardi di investimenti, 30.000 posti di lavoro nei primi dieci anni, 230.000 a lavori ultimati.

Il master plan presentato nella sede di Confindustria dal presidente di Adr Fabrizio Palenzona e dall’amministratore delegato Lorenzo Lo Presti, prevede due nuove piste, un polo formativo e archeologico, 650 mila metri quadrati di terminal e attenzione all’ ambiente, con l’ 85 percento di energia autoprodotta e una riduzione generalizzata dei consumi. Il nuovo scalo Leonardo da Vinci punta insomma ad essere un “green airport”, dove ci saranno vetrate speciali che funzioneranno da pannelli fotovoltaici, una centrale di cogenerazione, un trenino elettrico su monorotaia e una nuova stazione ferroviaria. Le aree da espropriare per il nuovo scalo – spiega Adr – sono state ridotte di circa 100 ettari (sui 1.200 ettari previsti, ndr) e l’accessibilità all’aeroporto sarà garantita da nuove strade e una ferrovia.

A dar man forte a Palenzona, è intervenuto anche il vice presidente di Confindustria, Aurelio Regina, secondo cui “è un progetto di capitali interamente privati in un momento in cui la finanza pubblica non può sostenere certi investimenti. Questo potrebbe essere davvero quell’ asse che fa riprendere il percorso di sviluppo. Credo che davvero sia un suicidio continuare in questo stillicidio che non ha permesso di sviluppare questa infrastruttura’.

Quello che non è stato detto è che l’Enac e i ministeri competenti avevano dato da tempo il loro assenso all’adeguamento delle tariffe aeroportuali, ma tutto si era bloccato perche Adr aveva chiesto anche gli arretrati dal 2000 ad oggi. E nelle more Aeroporti di Roma non ha investito neppure un euro di quelli programmati, con le ovvie conseguenze sul degrado dello scalo che viene denunciato quotidianamente dai media e dall’utenza.

Ora sembra che, dopo mesi di braccio di ferro, il gruppo di Gemina l’abbia avuta vinta, tant’è che Palenzona può dare per scontato il nuovo contratto di programma ed esultare perche “si è messo in moto il meccanismo per l’ultimo miglio con il confronto tra gli operatori, la definizione finale con l’Enac, poi il vaglio dei ministeri dei Trasporti e dell’ Economia e infine il decreto del presidente del Consiglio. Poi ci saranno 60 giorni per decidere e noi auspichiamo che ci sia un’ approvazione”.

Il contenuto dell’accordo è ancora avvolto nel mistero, ma a giudicare dall’euforia del concessionario è facile immaginare che il contestato riconoscimento degli aumenti tariffari pregressi abbia avuto (totale o parziale) soddisfazione, così come analogamente la ebbe a suo tempo la “cugina” di Adr dello stesso gruppo Benetton, Autostrade per l’Italia, nel lungo confronto con il ministero delle Infrastrutture.

Ora vedremo se i proclamati investimenti per l’adeguamento dell’aeroporto partiranno davvero. Qualcuno, come la capogruppo del Pd di Fiumicino, ne dubita: “Peccato che fino a oggi Aeroporti di Roma abbia fatto vedere tutto il contrario: licenziamenti e cassintegrazione che hanno affossato il Pil regionale più che risollevarlo. Trasporti da terzo mondo. Sistema handling da far rabbrividire. Infrastrutture obsolete. E una attenzione al patrimonio storico-archeologico di Fiumicino non proprio da mecenati”.

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