Md, improprio l’intervento sul pg Scarpinato

Scarpinato_RobertoLa corrente di sinistra della magistratura condanna la confusione tra vicende personali e procedimenti

ROMA – L’accusa al Csm di aver avviato un’iniziativa ”impropria” sul pg di Caltanissetta Roberto Scarpinato, accompagnata però dall’invito ai magistrati a evitare ”sovraesposizioni inutili” e dalla critica aperta a chi, tra di loro, con dichiarazioni pubbliche confonde ”le vicende e le opinioni strettamente personali con quelle che attengono ai procedimenti che conduce”. E’ questa la presa di posizione di Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe, sulla pratica aperta dal Csm sul Pg di Caltanissetta Roberto Scarpinato, che alla cerimonia in ricordo di Paolo Borsellino aveva tra l’altro definito ”imbarazzante” la presenza tra le autorità di ”personaggi dal passato e dal presente equivoco”.

Ma Md va anche oltre il caso specifico, per evidenziare ”l’inopportunità” di alcune dichiarazioni di magistrati che mescolano le proprie opinioni ai fatti dei procedimenti di cui si occupano determinando ”confusione anche sul piano istituzionale”. Quella del Csm su Scarpinato è ”iniziativa che impropriamente trasferisce sul piano della sanzione istituzionale la non condivisione dei contenuti e delle idee che il magistrato ha espresso” La corrente ribadisce nell’occasione ”la non accettabilità di posizioni culturali che tendono nella sostanza a restaurare una figura di magistrato avulso dal dibattito pubblico e chiuso nelle proprie stanze”.

Tutto questo però ”non significa, ovviamente, – puntualizza il presidente Luigi Marini – ritenere indebite le critiche che ogni pubblica dichiarazione deve essere disponibile ad accettare, o pretendere che al magistrato non si applichino i limiti e le risposte istituzionali che operano per gli altri cittadini”. ”Come magistrati dobbiamo sempre avere presente -ammonisce Md- che un nostro intervento pubblico richiede la capacità di attenersi rigorosamente ai fatti e di esprimere valutazioni coerenti e chiare. Tali che aiutino la pubblica opinione a comprendere di quei fatti la natura e il significato, rifuggendo da sovraesposizioni inutili e da ogni forma espressiva che agevoli strumentalizzazioni e coinvolga l’istituzione giudiziaria in un percorso comunicativo nel quale essa si trova esposta e senza difese”.

(Valentina Marsella)

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