Calcioscommesse, respinto il patteggiamento per Antonio Conte

Conte_ct_juventusUn anno e tre mesi chiesti dal procuratore federale Palazzi. ‘No’ inoltre a -5 punti di penalizzazione per il Siena

 

ROMA – Una volta definitivamente decaduta l’ipotesi di un nuovo patteggiamento, dopo quello ritenuto “non congruo” ieri dalla Commissione Disciplinare, per il tecnico della Juventus, Antonio Conte, e il suo vice Angelo Alessio, il procuratore federale ha fatto la sua richiesta di pena. Stefano Palazzi, al termine della sua requisitoria al processo sul calcioscommesse in corso a Roma, ha infatti chiesto 1 anno e 3 mesi per l’allenatore della Juventus Antonio Conte e il suo vice per Angelo Alessio.

La Commissione Disciplinare ha respinto la richiesta di patteggiamento per Antonio Conte. La Commissione ha ritenuto non congrua la squalifica di tre mesi con 200 mila euro di ammenda, proposta dal procuratore federale Stefano Palazzi dopo il patteggiamento con l’attuale tecnico della Juventus, nel corso del processo sul calcioscommesse in corso a Roma. Le parti possono formulare un nuovo patteggiamento.

La Commissione disciplinare, che è presieduta da Sergio Artico, ha invece accolto la richiesta di 1 punto e 30 mila euro di ammenda a Torino e Varese. Mentre è stata respinta la richiesta per il Siena (5 punti di penalizzazione e 20 mila euro di ammenda e altri 20 mila in continuazione). In tutto la Disciplinare ha rigettato sette richieste di patteggiamento e ne ha accettate nove.

Nel dettaglio la Commissione ha respinto le richieste del Siena, di Antonio Conte, così come quelle di Savorani, Alessio, D’Urbano, Poloni e Passoni. Accolto il patteggiamento per Carobbio (4 mesi), Da Costa (3 mesi e 30 mila), Faggiano (4 mesi inibizione), Gervasoni (3 mesi), Larrondo (mesi 3 e 20 giorni 30mila euro), Sala (2 anni), Stellini (2 anni 50mila), Torino (-1 punto 30mila euro), Varese (-1 punto 30mila euro).

Antonio Conte, deferito per due omesse denunce relative a presunte combine delle partite Novara-Siena e Albinoleffe-Siena, avrebbe dovuto ricevere una squalifica di 6 mesi più 1 per continuazione. Il tecnico bianconero aveva poi trovato un accordo con la Procura federale, dopo il patteggiamento: sanzione ridotta a 3 mesi e 200 mila euro di ammenda, con la devoluzione dell’importo, come richiesto dallo stesso Conte, a enti benefici e solidaristici a discrezione della federazione.
Clima teso prima ancora dell’inizio del processo. Palazzi entrando nell’ex Ostello della Gioventù al Foro Italico di Roma (sede del processo) è stato contestato da una ventina di ultrà juventini. I tifosi juventini hanno gridato al procuratore federale “giù le mani da Conte”, “Buffone” ed hanno mostrato uno striscione con scritto “Palazzi uomo di m…”.

Non finisce qui. Gli avvocati della Juventus sono pronti a dare battaglia chiedendo alla Commissione Disciplinare lo stralcio della posizione di Conte e Angelo Alessio. Alla richiesta seguirà una istanza di ricusazione della commissione, affinché i soggetti in questione siano giudicati da altra commissione. I legali della Juve sono pronti a rivolgersi alla commissione di Garanzia della Giustizia sportiva, per violazione del dovere di terzietà. Secondo il legale Luigi Chiappero, che si è rivolto alla Disciplinare, “respingendo il patteggiamento, avete già deciso e non potete giudicare quanto già avete giudicato. Qui ne va dei principi fondamentali del nostro diritto. La Corte Costituzionale nel 1992 ha detto con chiarezza che è incompatibile e non può giudicare un giudice che abbia rigettato la richiesta di pena concordata”.

Secondo Palazzi, che si è opposto alla richiesta avanzata dall’avvocato Chiappero, “non sussiste alcuna incompatibilità con la commissione”. “Bisogna chiarire un equivoco di fondo, questo è un procedimento disciplinare e in questo caso i giudicanti hanno cognizione già di tutti gli atti”, ha spiegato Palazzi. “Con il patteggiamento non c’è alcuna valutazione nel merito, ma in astratto, che non comporta assunzione di responsabilità, dunque non c’è nessun pregiudizio da parte di questa autorevole Commissione, né incompatibilità nel giudicare”, ha aggiunto il procuratore federale. La Disciplinare ha sospeso il processo e comunicherà la decisione sulle istanze presentate alla ripresa, fissata per le 16.

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