13:30 | Confcommercio Roma, Pil e consumi in calo fino a 2013

E’ negativa la previsione sui consumi 2011 – 2013 sul territorio di Roma, un ulteriore -1,1% medio annuo che si va a sommare ad una situazione già critica; come è negativa la previsione sul Pil delle imprese di Roma e Provincia: – 0,6% l’anno da qui al 2013″. Lo dichiara il presidente della Confcommercio di Roma, Giuseppe Roscioli commentando i dati che emergono dal Rapporto sulle Economie Territoriali e il terziario di Mercato elaborato dall’ufficio studi della Confcommercio.

Secondo Roscioli, “un ritorno ai livelli precrisi è lontano, quello che ci aspettiamo ora è la ‘cura’ di quei fattori indispensabili per una crescita strutturale e costante delle nostre imprese: infrastrutture, alleggerimento del fisco, sburocratizzazione”.
I dati, aggiunge “confermano il ruolo trainante dei settori commercio, turismo e servizi nell’ economia di Roma e del Lazio.

Nella provincia di Roma, infatti, le imprese registrate nel commercio sono 122.848, a cui vanno aggiunti i servizi di alloggio e ristorazione (30.921), e imprese di altri servizi (142.423 attività tra finanziarie, immobiliari, professionali di vario tipo: trasporti, comunicazione, noleggio, agenzie di viaggio, attività sportive). Numero di gran lunga superiore all’industria che ne conta poco più di 93 mila e all’ agricoltura con 13.879 imprese”. A Roma e provincia nei servizi è occupato l’83,5% della popolazione, a fronte del 15,8% degli occupati nell’industria e dello 0,7% nell’agricoltura.

Tuttavia, il saldo tra le imprese iscritte e quelle cessate per il commercio e i servizi nella provincia di Roma resta comunque negativo: con una perdita nel 2011 di 2.022 unità solo nel commercio, di cui 968 al dettaglio. A questi dati negativi si aggiungono le 541 unità in meno tra i servizi di alloggio e ristorazione ed il saldo negativo di 2.274 imprese in tutti gli altri servizi. Un dato che rispecchia l’andamento imprenditoriale nazionale: in Italia solo nel commercio nel 2011 il saldo tra le iscritte e le cessate ha riportato il segno meno per oltre 34 mila imprese.

“In quanto a ‘valore aggiunto pro capite’ – aggiunge Roscioli – Roma comunque è al settimo posto, guadagnando appena una postazione rispetto al 2000. Segno, ancora una volta, di scarsa dinamicità, nonostante evidenti tentativi di risalita. Lo scenario che l’ indagine condotta da Confcommercio ci propone è per certi versi incoraggiante perché ci conferma come una regione ad alta ‘terziarizzazione’, ma la forza che il nostro settore vorrebbe esprimere resta ancora sotto forma di potenzialità” conclude.

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