Semestrale Enel in ombra, l’estero la salva

Conti_Fulvio_sliderLe grandi banche continuano ad investire. Nei primi sei mesi il mol perde il 7%, l’utile il 29%. I compensi dei vertici

 

ROMA – Dopo la mazzata di ieri in Borsa (-5,87% a quota 2,18 euro), oggi il titolo Enel si è ripreso un po’. A fine mattinata guadagnava il 2,47% in risalita a 2,23 euro, beneficiando evidentemente del rimbalzo tecnico di Borsa e delle precipitose ricoperture dopo il tracollo della seduta precedente.

Probabilmente a sostenere i corsi del titolo sono stati anche i giudizi positivi di autorevoli player come Citi e Bank of America Merrill Lynch che , il giorno dopo la presentazione dei risultati del primo semestre dell’ Enel, hanno confermato l’obiettivo di prezzo e il rating del gruppo energetico italiano. Citi in particolare, in un report pubblicato oggi, ha confermato per l’Enel sia l’ obiettivo di prezzo a 3 euro che il rating “buy”. Bank of America Merrill Lynch , più prudentemente, ha ribadito il target price a 2,65 euro e il rating “neutral”.

Prospetti_contabili_Enel

Le cose devono essere andate proprio così perché obiettivamente i dati del bilancio semestrale del gruppo non erano tali da giustificare un rialzo. Infatti il margine operativo lordo dei primi sei mesi di quest’anno ha perso il 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2011, con l’utile netto sceso a 1,64 miliardi di euro dai 2,3 dell’anno scorso (-28,9%). L’unica posta che sale sono i debiti, tradizionale spina nel fianco del gruppo elettrico, che aumentano da 44,6 miliardi del 2011 a 47,5 di quest’anno (+6,6%).

Anche l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, non ha potuto fare a meno di riconoscere che “il primo semestre del 2012 è stato caratterizzato dall’andamento negativo delle economie europee mature, fra cui Italia e Spagna. In tale contesto, i risultati semestrali del Gruppo Enel beneficiano della crescita in America Latina, Russia e Europa dell’Est, nonché delle rinnovabili su scala mondiale, a conferma della validità della strategia di internazionalizzazione, che oggi ci consente di minimizzare gli impatti negativi derivanti dalla citata congiuntura economica sfavorevole, nonché dalle misure regolatorie già adottate in Spagna”.

Se comunque questi dati negativi si proiettassero sull’arco dell’intero esercizio, anche i compensi del vertice aziendale potrebbero essere rimessi in discussione. Dopo le polemiche infatti che accompagnarono l’anno scorso l’aumento di circa il 40% dei compensi di Fulvio Conti, balzati a 4,7 milioni, nonostante i risultati non brillanti raggiunti dal gruppo nel 2011 (cfr tabella allegata), alcuni azionisti, già “penalizzati” dalla diminuzione del dividendo 2011 (0,26 euro invece di 0,28 per azione) potrebbero attendere al varco il vertice aziendale per una più scrupolosa verifica di equità.

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