Un esame più sereno per la centrale di Civitavecchia

Torrevaldaliga_sliderDopo la minacciata chiusura dell’impianto, ora la situazione ambientale viene valutata con maggiore lucidità

 

 

ROMA – Prima delle ferie estive avevamo lasciato la centrale elettrica di Torrevaldaliga Nord nel panico. La minaccia pronunciata dal sindaco Tidei di chiudere l’impianto per inquinamento aveva fatto gridare all’Ilva2.

Oggi, nonostante l’agosto rovente, gli animi si sono un po’ raffreddati e si guarda ai problemi della centrale con maggiore obiettività. Insomma, il pericolo di un imminente spegnimento delle caldaie e di una cassa integrazione per le centinaia di dipendenti sembra per il momento scongiurato. Il confronto tra l’amministrazione comunale e l’Enel è fissato per lunedì prossimo, quando sul tavolo ci saranno i dati reali delle emissioni dei fumi e dell’abbattimento delle polveri di carbone.

Ma, in ultima analisi, chi ha ragione, il sindaco Tidei che vede il cielo di Civitavecchia arancione per l’inquinamento della centrale, o l’Enel che vanta il primato mondiale delle tecnologie applicate al ciclo integrale del carbone a Torrevaldaliga? Sicuramente in questi termini la domanda si presta più ad un partita di calcio che non a un problema industriale di primaria importanza.

Abbiamo voluto ugualmente porre l’interrogativo, sfrondato da qualsiasi insinuazione manichea, ad un soggetto terzo che conosce i problemi della centrale di Civitavecchia come le sue tasche. Secondo il segretario generale della Filctem Cgil di Roma, Lorenzo Attimonelli, la questione è mal posta. Innanzitutto c’è da dire che a questo riguardo la funzione svolta dal sindacato nel suo complesso in questi anni è stata ed è di particolare significato. “Non da oggi prestiamo particolare attenzione e monitoriamo costantemente quali e quanti investimenti l’Enel destina ai problemi della sicurezza e dell’ambiente nella centrale elettrica. Su questi temi abbiamo incontri periodici con i dirigenti della società e delle imprese appaltatrici”.

Tutto sotto controllo dunque? “Senza entrare naturalmente nel merito tecnico del problema – afferma il sindacalista – posso affermare con assoluta certezza che la situazione ambientale della centrale elettrica di Civitavecchia è radicalmente cambiata sotto tutti i punti di vista rispetto al passato. Sono stati applicati gli apparati tecnologicamente più avanzati per l’abbattimento dei fumi e delle polveri, gli ambienti di lavoro hanno un indice di “vivibilità” elevato e nell’ultimo anno non si è registrato neppure un incidente sul lavoro. Se questo significa che è tutto sotto controllo non spetta a me dirlo”.

Ma allora il sindaco si è inventato che il cielo di Civitavecchia in certe condizioni atmosferiche si tinge di arancione e saltano tutti i parametri di polveri sottili e di Co2? Attimonelli risponde che “Tidei fa benissimo a tenere alto il livello dialettico con l’Enel e a pretendere per la cittadinanza il minimo inquinamento e il massimo beneficio in termini di compensazioni per un impianto industriale di queste dimensioni. Ma questo, oggi come oggi, non ha nulla a che vedere con la chiusura della centrale e la messa in cassa integrazione delle maestranze. Al sindaco chiederei soltanto che la sua benemerita attenzione agli inquinanti della città non si limitassero alla centrale di Torrevaldaliga, ma considerassero l’insieme delle possibili fonti, porto compreso”.

Potrebbero interessarti anche