11:26 | Università: al via tra le polemiche al test di medicina. La Sapienza invasa da 7 mila candidati

Un esercito di ragazzi pronto a dare tutto per superare il test d’accesso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia ha invaso questa mattina i viali dell’università Sapienza di Roma. Volti tesi, ultimi ripassi e l’abbraccio finale al genitore prima di entrare in aula. E’ la fotografia dei 6.833 candidati ai 997 posti disponibili, circa un posto ogni 7 aspiranti, che oggi tenteranno di superare i quiz per coronare il sogno di indossare il camice bianco. La Sapienza ha messo a disposizione 85 aule, con un preside di aula e un responsabile di vigilanza per ogni spazio. Sono 80 le domande, con 5 opzioni di risposta, divise tra logica, cultura generale, chimica, fisica e matematica e biologia. I candidati avranno 2 ore di tempo per rispondere ai quesiti.

La prova è iniziata alle ore 11 per terminare alle 13. Molti ragazzi sono al secondo tentativo, altri si sono iscritti a Facoltà affini, ma senza numero chiuso come Biologia, sperando di superare oggi i quiz e farsi riconoscere gli esami già sostenuti.
‘C’è Profumo di chiuso… conTestiamoli!’ Con questo striscione, esposto fuori dall’aula di Ortopedia dove è appena iniziato il quiz d’accesso alle Facoltà di Medicina dell’università Sapienza di Roma, gli studenti del Link Coordinamento studentesco hanno manifestato il loro dissenso contro il test a numero chiuso. I circa 20 contestatori pacifici rilanciano anche la volontà di tornare il piazza dal 12 ottobre.

“Anche quest’anno – afferma all’Adnkronos Salute Diana Armento del Link – decine di migliaia di giovani universitari tenteranno la fortuna e giocheranno alla lotteria più in voga tra i giovani del nostro Paese, i test a numero chiuso. Da anni – precisa – chiediamo che questo strumento sia sostituito con una selezione che non ponga una barriera all’accesso dell’università”.

“No all’aumento delle tasse universitarie con il decreto spending review – rilanciano gli studenti di Link – no al raddoppio delle tasse regionali per il diritto allo studio, perche’ la prossima introduzione dei prestiti d’onore – concludono – sta trasformando l’università pubblica in un luogo elitario e sempre più irraggiungibile”.

Potrebbero interessarti anche