Oltre i confini con il Festival di Letteratura Ebraica

festivalletteraturaebraica

Al vecchio ghetto di Roma fino al 12 settembre una serie di appuntamenti, tra musica, teatro danza e mostre con la cultura ebraica

 

Inaugura l’8 settembre, con la Notte della Cabbalà, la V edizione del Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica, che per cinque giorni (fino al 12), nella zona del vecchio ghetto di Roma, propone appuntamenti con la cultura ebraica. Tradizionalmente dedicato alla letteratura, il festival, da quest’anno, apre alle altre espressioni artistiche con spettacoli teatrali, mostre d’arte contemporanea, danza e musica. Il tema dell’edizione 2012 è “Oltre i confini”.

I confini, materiali e immateriali cui ci si riferisce sono naturalmente quelli che separano stati, culture e individui. Ma, meno scontatamente, anche quei confini mentali ed emotivi che agiscono all’interno di ognuno di noi allontanandoci dal divino, dalla consapevolezza, dalle parti più nascoste di noi stessi. Questi confini il Festival cerca di percorrere – e parzialmente, temporaneamente superare – attraverso tutte le forme che la cultura e la tradizione ebraica sanno assumere.
Alla presentazione del Festival, in Campidoglio, hanno partecipato e sono intervenuti il sindaco Gianni Alemanno, i presidenti della Regione Lazio e della Provincia di Roma, Renata Polverini e Nicola Zingaretti, il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, insieme ai curatori e agli organizzatori della manifestazione, ad artisti, attori e scrittori che vi prendono parte.

Si comincia, allora, con la Notte della Cabbalà che si snoda dalle 21 dell’8 settembre fino alle prime ore del mattino seguente con una “no-stop” di eventi culturali dedicata alla mistica ebraica, con artisti italiani e internazionali che si esprimono attraverso musica, teatro, arte, letteratura e danza. La prima intervista (Palazzo della Cultura alle 21) è allo scrittore, pittore, regista e intellettuale Marek Halter, intervistato dal giornalista e scrittore Pierluigi Battista. Ebreo di origini polacche, fuggito dal ghetto di Varsavia ancora bambino, e profugo in Uzbekistan, Marek Halter trova dimora infine a Parigi. Da qui parte per continui viaggi che lo portano nei luoghi più significativi della storia ebraica, da Praga a Birobijan, in Siberia. Dei confini che hanno segnato la sua vita, Halter scrive arricchendoli di storie parallele, aneddoti, esistenze, e scoperte fatte nel corso delle sue peregrinazioni.

Nello stesso luogo alle 22.30 il Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Di Segni parla di Cabbalà con uno dei massimi esperti in materia, Moshe Idel, mentre a mezzanotte il Rabbino Roberto Colombo incontra Yarona Pinhas, tra le più importanti studiose di mistica ebraica.

Performance di arte contemporanea, alle 23 alla Ermanno Tedeschi Gallery (via del Portico d’Ottavia 7), di Rami Meiri, urban artist noto dal 1980 per i murales che ricoprono la città di Tel Aviv. Anche la musica ha molto spazio nella Notte della Cabbalà con due concerti: alle 22.30 in largo 16 ottobre 1943, chitarra e voce del musicista israeliano e star internazionale David Broza; a mezzanotte e mezza, concerto Jewish Experience del quintetto del sassofonista, clarinettista e flautista italiano Gabriele Coen. Nel corso della serata, tutta l’area del Ghetto è la scena dello spettacolo itinerante Jewish Flash Mob del coreografo Mario Piazza, miscela esplosiva di danza, teatro, cinema, canto e arti figurative.

Il Museo Ebraico di Roma e la Grande Sinagoga restano aperti tutta la notte per visite guidate (dalle 21.30 alle 00.30 – ultimo ingresso alle 24) e, un po’ dappertutto e per tutta la notte, nelle strade del Ghetto negozi aperti e proposte di assaggi e degustazioni della cucina ebraica internazionale ed ebraico-romana.

La Notte della Cabbalà è realizzata con contributo dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale.
Il Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica prosegue domenica 9 settembre. Tra gli appuntamenti: dalle 9.45 alle 14 il Museo Ebraico, in collaborazione con Biblioteche di Roma, propone un laboratorio per bambini curato dall’artista israeliano Hanoch Piven che insegna a realizzare autoritratti/ritratti utilizzando materiali vari – fotografie, tessuti, bottoni – tutti rigorosamente riciclati. Alle 11, al Palazzo della Cultura il più noto enigmista italiano, Stefano Bartezzaghi, analizza la narrativa di Primo Levi; contemporaneamente per ricordare lo scrittore nel 25° anniversario della sua morte, si tiene anche l’inaugurazione della mostra Sukkà a cura di Giovanna Ben Amozegh (giardini del Museo ebraico). Alle 20 al palazzo della cultura il responsabile culturale de L’Espresso, Wlodek Goldkorn, incontra lo scrittore americano Shalom Auslander , dissacrante autore di libri – Il lamento del prepuzio, A Dio spiacendo e il recente Prove per un incendio – in cui supera il confine di molti e imbarazzanti tabù.

Lunedì 10 settembre alle 18.30 inaugura Visioni e colori di una città bianca (Ermanno Tedeschi Gallery), presente l’autore, Rami Meiri, cui si deve anche l’immagine simbolo del Festival. Nel Palazzo della Cultura alle 19 l’allenatore di pallacanestro Valerio Bianchini incontra lo scrittore americano Charley Rosen, famoso ex giocatore e allenatore di basket, che ha scritto oltre quindici libri su questo sport. Segue poi l’incontro tra la scrittrice e traduttrice Elena Loewenthal e l’autore israeliano Yoram Kaniuk, considerato dal New York Times “uno dei più originali e brillanti scrittori del mondo occidentale”. Nel suo romanzo 1948 oltrepassa i confini della memoria, ricordando la guerra d’indipendenza combattuta a soli diciassette anni per fondare lo Stato d’Israele.

Martedì 11 settembre al Palazzo della Cultura alle 19 l’attrice Pamela Villoresi parla con l’autrice Lia Levi sul tema del suo ultimo romanzo La Notte dell’Oblio. Alle 20.30 Savyon Liebrecht, tra le drammaturghe più importanti d’Israele, dialoga con la scrittrice e regista Cristina Comencini sulla Banalità dell’amore (ultima opera della Liebrecht uscita in Italia), che affronta la relazione tra Hannah Arendt e Martin Heidegger).

L’ultimo giorno, mercoledì 12 settembre, il festival propone alle 19 l’incontro tra la giornalista Paola Saluzzi e lo scrittore Etgar Keret, tra i più popolari scrittori israeliani della nuova generazione, i cui libri sono letti e tradotti in 35 paesi e 31 lingue, assicurandogli un riconoscimento unanime e internazionale (Palazzo della Cultura).
Chiude il festival Intervista con la Storia, reading diretto da Maria Rosaria Omaggio e interpretato da Paola Gassman (nei panni di Golda Meir, mentre la Omaggio interpreta Oriana Fallaci), testualmente tratto dal libro Intervista con la storia, integrato da un brano de La mia vita, biografia di Golda Meir pubblicata nel 1975, e dall’articolo Sull’antisemitismo scritto da Oriana Fallaci per Panorama del 18 aprile 2002.

Il Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica, a cura di Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Shulim Vogelmann, è promosso da Roma Capitale, Regione Lazio, Provincia di Roma, Camera di Commercio di Roma, Comunità Ebraica di Roma e Ambasciata d’Israele in Italia, con la collaborazione di Golda International Event e di Artix, Centro di Cultura Ebraica, Consultinvest, Finmeccanica, Zètema Progetto Cultura, con la partecipazione del Museo Ebraico di Roma, delle Biblioteche di Roma, della Ermanno Tedeschi Gallery e della libreria Kiryat Sefer.

Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica
da sabato 8 a mercoledì 12 settembre
Museo Ebraico di Roma (Lungotevere De’ Cenci); Palazzo della Cultura (via del Portico D’Ottavia 73); Ermanno Tedeschi Gallery (via del Portico D’Ottavia 7); Libreria Kiryat Sefer (via del Tempio 2); Largo 16 Ottobre 1943; Area tra Lungotevere De’ Cenci e via del portico D’Ottavia e tra via Arenula e il Teatro di Marcello

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Informazioni al Contact Center 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 2), su www.060608.it e www.festivaletteraturaebraica.it

Potrebbero interessarti anche