I potenti e le regalie di Finmeccanica

Grilli_vittorio_sliderLauta consulenza per la moglie (oggi separata) di Vittorio Grilli. Solo l’ad di Finmeccanica smentisce. Tutti gli altri tacciono

 

ROMA – Le prime voci erano circolate già a luglio quando dalla Procura di Napoli, che indagava sulla Finmeccanica, cominciano ad uscire voci e indiscrezioni. A un punto salta fuori un’intercettazione ambientale in cui il presidente Giuseppe Orsi, conversando al ristorante con l’amico Gotti Tedeschi, ex dello Ior, dice di aver “risolto e messo a posto alcuni problemi che aveva la signora”. Per la precisione, la deposizione di Gotti Tedeschi ai magistrati napoletani è ancor più dettagliata: “Orsi mi disse di aver risolto e messo a posto alcuni problemi che aveva la moglie di Grilli attraverso l’affidamento, da parte di Finmeccanica, di consulenze false”.

Chi è la signora ormai lo sanno tutti. E’ Lisa Lowenstein, moglie separata del ministro del Tesoro, Vittorio Grilli, che nel 2010 riceve da una società del gruppo pubblico un contratto di consulenza da 100.000 euro l’anno, non si sa per quale genere di incarico. Secondo la ricostruzione che ne fa il Corriere della Sera, a stipulare il contratto sarebbe stata una non meglio identificata società Museum che avrebbe ricevuto la commessa dalla Fata srl, società controllata dalla Finmeccanica e guidata dal “burattinaio” Ignazio Moncada. All’epoca Grilli era direttore generale del Tesoro, socio di riferimento del gruppo di piazza Monte Grappa.

Della signora Lowenstein non si sa granché, tranne che è americana e si presenta come “esperta d’arte ed oggettistica”. La data esatta dell’atto di separazione da Grilli (che nel frattempo ha una nuova compagna da cui ha avuto un figlio) non si conosce, ma nel 2009, come riferisce Maria Latella da Washington all’insediamento di Obama, lei è ancora la signora Lowenstein Grilli.

La smentita di Orsi non si fa attendere: “Smentisco categoricamente di aver mai affidato in vita mia consulenze alla moglie del professor Grilli. Né da quando ricopro l’attuale carica, né in passato come amministratore delegato di Agusta Westland”. 
Sembra una excusatio non petita perché nessuno ha detto che Orsi ha dato una consulenza alla signora Grilli (lui è stato nominato amministratore di Finmeccanica solo nel maggio 2011 e presidente nel dicembre dello stesso anno). I problemi semmai sono altri. E’ vero che lui, come si dice, ha “messo una pezza” su una vicenda sospetta? Qualcuno lo ha spinto a farlo?  E il ministro dell’Economia in una circostanza così delicata non ha niente da dichiarare?

La ex moglie, raggiunta telefonicamente, ha dichiarato: “Non c’è niente da dire su queste cose. Non amo l’espressione ‘no comment’, che è da film di Hollywood. Ma è proprio così: non voglio commentare”. Liberissima di tacere, anche se non rende un buon servizio alla sua immagine professionale.

Per l’ex marito invece il discorso è diverso. Rinunciando per un attimo al suo leggendario aplomb, fatto di riserbo assoluto e di low profile, è opportuno che dia qualche spiegazione, che dica se era a conoscenza che una delle società da lui controllate dava incarichi di consulenza a sua moglie, che escluda, se può, qualsiasi conflitto di interesse familiare.

In un suo indimenticabile ritratto ad opera della giornalista Denise Pardo, Vittorio Grilli appare sempre “serio e composto, per alcuni perfetto nell’interpretazione di come si conviene che sia un uomo del suo livello e del suo rango, per altri così ingessato da sembrare sotto un effetto total body di botulino, va in giro ma non appare, non parla e quindi non commette errori e non fa gaffe”. Forse per lui è giunto il momento di fare una piccola eccezione.

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