Pdl, offensiva su giustizia e legge elettorale

Berlusconi_bisLe riunioni di ieri non sembrano aver sciolto le tensioni interne. Le decisioni del vertice e gli altri partiti

ROMA – Vertice ieri sera a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e i più autorevoli esponenti del Pdl. Presenti tra gli altri il segretario Angelino Alfano, i capigruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, i loro vice Massimo Corsaro e Gaetano Quagliariello, Paolo Bonaiuti (portavoce di Berlusconi), Niccolò Ghedini (avvocato dell’ex premier) e il coordinatore del partito Ignazio La Russa.

Secondo le indiscrezioni, sono stati essenzialmente due i temi al centro della discussione: i ddl sulla giustizia fermi alla Camera e al Senato, le ipotesi di riforma della legge elettorale. Sul primo punto l’orientamento del Pdl sarebbe quello di premere affinché riprenda la discussione a Montecitorio sul ddl intercettazioni. Cicchitto potrebbe chiederne già nella conferenza dei capigruppo della Camera che si tiene oggi la calendarizzazione per l’esame dell’Aula.

Il Pdl sarebbe intenzionato anche a chiedere che si torni a discutere quanto prima della responsabilità civile dei giudici (al Senato e’ fermo un emendamento votato alla Camera a firma del leghista Gianluca Pini, approvato quando e’ discussa la Legge comunitaria, che introduce quel principio).

Il Pd e’ già pronto a respingere la pressione del Pdl trincerandosi dietro la posizione del guardasigilli Paola Severino che in alcune interviste ha riproposto il problema dell’ approvazione definitiva del ddl anticorruzione al Senato sul quale ci sarebbero sollecitazioni dell’ Unione europea per uniformare le norme italiane a quelle degli altri paesi. Lo stesso ministro ha prospettato l’ipotesi che i provvedimenti sulla giustizia possano essere ereditati dalla prossima legislatura. Se il Pdl avverte che non voterà eventuali richieste di voto di fiducia sui ddl anticorruzione e intercettazioni, Severino sembra ribadire che o si discutono e approvano entrambi i provvedimenti o e’ meglio rinviarli alla nuova legislatura che inizierà in primavera.

Sulla questione giustizia avrebbe insistito un Berlusconi particolarmente infastidito per essere stato sentito per tre ore, prima che iniziasse il vertice del Pdl, dai pm di Palermo in qualità di testimone in merito alle indagini a carico del senatore Marcello Dell’Utri. L’ex premier ha spiegato nel corso della deposizione che i milioni di euro versati a quest’ultimo nel corso di alcuni anni erano solo l’ aiuto a un amico in difficoltà e che non esisteva alcun ricatto nei suoi confronti.

Nel vertice del Pdl si e’ discusso anche di legge elettorale. Su questo versante, non si sarebbero fatti passi avanti. Gli ex An insistono per la reintroduzione delle preferenze e per evitare un compromesso che abbia come modello la legge elettorale della Germania. Alla vigilia della riunione si era parlato di una proposta del Pdl che avrebbe offerto al Pd e all’Udc l’ idea di una riforma che puntava ad eleggere il 50% dei parlamentari in collegi uninominali e gli altri in liste regionali ma senza preferenze.

Nella riunione di ieri sera si sarebbe deciso di dare a Berlusconi il mandato di definire una proposta finale di riforma elettorale. Il leader del Pdl avrebbe spiegato che per sciogliere le residue riserve sulla sua ricandidatura alla premiership attende di conoscere con quali regole si andrà al voto.

Intanto un gruppo di parlamentari del Pdl ieri ha diffuso un comunicato in cui si legge: ”Il Pd sappia che, in ogni caso, in Parlamento c’e’ chi si batterà fino all’ultimo per introdurre nella nuova legge elettorale il sistema del voto di preferenza, che garantisce agli italiani la libertà di decidere direttamente da chi farsi rappresentare”. La nota e’ firmata da Giorgia Meloni, Renato Brunetta, Guido Crosetto, Pino Galati, Viviana Beccalossi e Fabio Rampelli, che assieme ad altre decine di parlamentari del Pdl hanno sottoscritto la proposta di modifica della legge elettorale che prevede l’introduzione del voto di preferenza.

Le riunioni che si sono succedute tra le varie componenti del Pdl prima del vertice di ieri sera non sembrano quindi aver sciolto le tensioni interne sulla proposta di riforma elettorale da sostenere unitariamente. Denis Verdini che tratta della questione con Pd e Udc non e’ ottimista sul risultato finale. Gaetano Quagliariello, che nel Comitato ristretto della commissione Affari costituzionali del Senato espone le posizioni del Pdl, parla invece della necessità di ”una legge di compromesso” per evitare che alle prossime elezioni si vada con il cosiddetto Porcellum.

Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, dopo l’ennesima fumata nera di ieri del Comitato ristretto al Senato, ha annunciato che il suo partito e’ intenzionato a favorire a questo punto una trasparente discussione in Aula sulla riforma elettorale in modo che ogni partito si assuma la sua responsabilità. La proposta potrebbe essere fatta propria da Renato Schifani, presidente del Senato, che piu’ volte ha dichiarato ”non possiamo stare fermi”.

Il Pd si augura invece che l’accordo possa essere trovato nel Comitato ristretto, in quanto nell’Aula del Senato potrebbe rinsaldarsi la vecchia maggioranza Pdl-Lega Nord che sulla carta ha i numeri – come si e’ visto nelle scorse settimane nel voto sul Senato federale e sul semipresidenzialismo – per imporre le sue scelte.

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