Alcoa, tensione e scontri al corteo

Alcoa_corteoFitto lancio di bombe carta contro la sede del Ministero. Ci sarebbe almeno un ferito tra gli operai per le tensioni precedenti. Aggredito il dirigente del Pd Fassina

 

 

ROMA – Scontri oggi al corteo dei lavoratori dell’Alcoa a Roma. Gli operai, giunti in mattinata dalla Sardegna, sono partiti da Piazza della Repubblica per arrivare al ministero dello Sviluppo Economico dove è iniziato alle 13 un vertice sul futuro dello stabilimento. In testa al corteo alcuni primi cittadini del Sulcis che indossano la fascia tricolore e mostrano uno striscione con scritto ‘Sindaci in marcia per il lavoro’.

La manifestazione sotto il ministero dello Sviluppo economico e’ degenerata, in via Molise transennata dalle forze dell’ordine ci sono stati incidenti con i manifestanti, uno dei quali e’ rimasto ferito. Al grido di ‘non molleremo maiì i manifestanti hanno raggiunto le transenne che impedivano l’accesso a via Veneto e hanno cercato di superarle. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine che hanno spostato le transenne e caricato i manifestanti. La tensione è iniziata sin dall’arrivo dei manifestanti davanti al ministero, con tafferugli, piccole cariche e lancio di petardi. Un manifestante e’ rimasto lievemente ferito proprio mentre spostava un petardo: e’ stato soccorso e portato in ospedale. Un altro manifestante, invece, e’ stato trasportato in ospedale perche’ colpito da un malore.

Da Torino il ministro del Lavoro Elsa Fornero spiega che “non ci preoccupa la manifestazione. Ci preoccupa tutto il problema dell’ Alcoa”. “Noi – ha ribadito – siamo vicini ai lavoratori e ci sentiamo di spiegare loro lo sforzo che il governo sta facendo. Questo – ha aggiunto il ministro Fornero – e’ uno sforzo per cercare di tenere in piedi quei posti di lavoro, che devono essere, pero’, sostenibili economicamente”.

Stefano Fassina, responsabile per l’economia e il lavoro del Pd, è stato aggredito da alcuni manifestanti dell’Alcoa sotto al ministero dello Sviluppo Economico. Fassina stava rilasciando un intervista quando alcuni operai si sono avvicinati gridando “bastardi ci avete deluso e poi lo hanno spintonato. Scortato dalle forze dell’ordine Fassina è stato costretto ad allontanarsi inseguito da un gruppetto di operai che gli urlavano contro. “Capisco perfettamente la tensione che gli operai dell’Alcoa stanno vivendo, ovviamente la violenza non è tollerabile. Ero davanti al ministero in supporto agli operai”. Sono queste le parole di Stefano Fassina. Dopo l’aggressione Fassina è stato costretto a spostarsi al di là dei blindati delle forze dell’ordine che presidiano la manifestazione. Subito dopo l’aggressione si è verificato qualche altro momento di tensione con un militante comunista che é stato cacciato via dai manifestanti.

Antonello Pirotto, rappresentante Rsu, ridimensiona la contestazione definendola un fatto isolato. “Rivendicare diritti non vuol dire contestare qualcuno. Non siamo per uno o per l’altro. Chiunque risolva il problema del lavoro saranno i primi gli operai a dirgli bravo”.

E’ iniziato poco dopo le 13 al ministero dello Sviluppo Economico l’incontro tra governo, sindacati, enti locali e azienda sul futuro dello stabilimento di Portovesme, durante il quale il sottosegretario Claudio De Vincenti ha confermato le indiscrezioni sull’interesse dell’azienda svizzera Klesch. Per il governo sono presenti oltre al sottosegretario De Vincenti, il viceministro del Lavoro Michel Martone, mentre per i sindacati ci sono i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil e i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm. Presente anche il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, che guida una delegazione di enti locali.

“La riunione non sta andando bene – afferma un esponente dei lavoratori-. Le notizie che abbiamo sono quelle che ci aspettavamo, non c’è nemmeno il ministro Passera, non si è neppure degnato di venire. Noi non ce ne andiamo da Roma, noi dormiamo qui”.

Sul fronte della trattativa, Alcoa conferma il progressivo spegnimento dell’impianto di Portovesme, secondo quanto riferiscono fonti sindacali presenti all’incontro al dicastero. L’azienda ha confermato il progressivo spegnimento con modalita’ tecniche che permettano l’eventuale riaccensione in caso di manifestazioni di interesse per l’impianto sardo. Alcoa sarebbe disponibile a negoziare con Klesch, l’unica azienda ad avere manifestato finora interesse per lo stabilimento di Portovesme.

“Una situazione così difficile va risolta perché non siamo disposti ad accettare la desertificazione di un territorio così povero. Va risolta rassicurando l’Unione europea con un progetto di energia pulita a più basso costo” afferma Raffaele Bonanni segretario della Cisl, presente alla manifestazione.

Mentre a Roma si svolge la manifestazione dei lavoratori dello stabilimento Alcoa, a Portovesme davanti alla fabbrica si sono radunati gli operai in un piccolo presidio. In occasione della manifestazione di Roma e delle 24 ore di sciopero proclamate dai sindacati i lavoratori rimasti in Sardegna hanno deciso di aspettare le notizie sul vertice romano in un sit in davanti all’ingresso della fabbrica.

Potrebbero interessarti anche