Atac, Alemanno cambia di nuovo il vertice

Ruberti_AlbinoArriva Ruberti, amministratore di Zetema, al posto di Tosti che paga la disastrosa vicenda della nuova metro B1. Alla presidenza resta Carbonetti

 

ROMA – Non c’è pace ai piani alti di via Prenestina. Prima la storia di Parentopoli, che portò al siluramento di Adalberto Bertucci, grande elettore del sindaco di Roma, poi le difficoltà da parte del sindaco Alemanno a reperire un manager, poi individuato in Maurizio Basile, che riuscisse a mettere ordine nei disastrosi conti dell’azienda pubblica e a fornire un servizio di trasporto degno di una capitale e infine l’avvio della tanto agognata Metro B1, con i risultati che tutti i cittadini romani conoscono. La situazione all’Atac è sempre più confusa.

Secondo le anticipazioni di oggi di un giornale romano anche Carlo Tosti lascerà a breve il vertice aziendale e al suo posto subentrerà Albino Ruberti, attuale amministratore di Zetema, società comunale che gestisce i musei e le attività culturali della città eterna. Tosti, manager con notevoli esperienze in campo ferroviario e nel settore della mobilità urbana, pagherebbe, secondo quanto riportato, la disastrosa vicenda della nuova metro B1, che invece di semplificare la vita a decine di migliaia di cittadini per quel quadrante della città ha, invece, costretto a potenziare la rete dei bus in quell’area e a sguarnire il servizio in altre aree della Capitale.

A dire il vero, Tosti si è trovato in eredità sia la progettazione che la gestione di questo tratto aggiuntivo di metropolitana che, invece di nascere come nodo di scambio tra due linee, è stato realizzato come deviata dalla originaria linea B, cosa che ha ridotto fortemente la frequenza sulla vecchia e non fornendo un servizio sufficiente sul  nuovo ramo di linea. Ad una progettazione per molti strutturalmente sbagliata si sarebbero poi aggiunti i seri problemi al sistema di segnalamento di cui le cronache romane hanno ampiamente parlato quest’estate.

Preoccupatissimo dalle polemiche sull’avvio della B1, da qualche errore di programmazione che ha fatto pagare a Roma un pesante pedaggio in termini di attese dei bus Alemanno, inseguito da sondaggi in calo e alla scadenza del proprio mandato, avrebbe quindi optato per il siluramento del vertice aziendale operativo, lasciando invece alla presidenza Francesco Carbonetti, garante di Atac presso il mondo bancario.

Ruberti passerebbe quindi nel corso di un CdA che si dovrebbe tenere a breve, dalla gestione della cultura alla difficile gestione della municipalizzata che ha, come primo drammatico problema, una capacità produttiva inferiore a quella contrattualizzata con il Comune.

Esiste, è cosa nota, un problema di risorse relative ai mezzi (bus e tram) e agli uomini (gli autisti). Esistono i mille vincoli che rendono difficile realizzare metropolitane e linee tramviarie in una città assai complicata e, soprattutto, sull’azienda hanno sempre imperversato sia le lobby dei fornitori che, in materia di organizzazione del lavoro, quelle dei tanti sindacati. Per non parlare delle influenze della politica, sia di destra che di sinistra.

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