Fiumicino, tariffe aeroportuali in crescita

Fiumicino_aeroporto_sliderDal prossimo anno saranno richiesti aumenti di corrispettivi fino al 97%. Protestano Ibar e Assaereo

ROMA – Le tariffe aeroportuali di Fiumicino dovranno aumentare. Lo ha comunicato oggi alle associazioni imprenditoriali del settore aereo l’Enac ricevendo un nettissimo rifiuto da parte di Assaereo ed IBAR.

I prezzi dei servizi aeroportuali, soprattutto per i voli nazionali sono già fortemente indeboliti dalla sempre più agguerrita concorrenza dei treni ad alta velocità che collegano Salerno/Napoli a Firenze, Bologna, Milano e Torino e tra breve anche Venezia. E le compagnie temono un tracollo.

“E’irricevibile – hanno detto le compagnie aeree italiane e straniere all’unisono – il pacchetto di aumenti tariffari presentato questa mattina da Enac ed AdR. Esso è insostenibile ed indebolirà ulteriormente un settore ed una domanda già in grande difficoltà. Nella sostanza – si legge in una nota – dal prossimo anno, pur in assenza di nuove opere, saranno richiesti aumenti di corrispettivi fino al 97 per cento (da 17 a 26 euro a passeggero) a carico dell’utenza dell’aeroporto per sovra-remunerare una struttura inefficiente, vecchia e fatiscente; in diversi casi già ampiamente ammortizzata.

Come accaduto nella prima fase dell’iter del Contratto di programma anche nella seconda gli utenti aeroportuali sono chiamati a ratificare decisioni già prese. In questo particolare momento economico – denunciano inoltre gli operatori – molte compagnie sono in uno stato di drammatica difficoltà, alcune già fallite, e questo sconsiderato incremento non potrà che aggravare la situazione delle stesse e degli altri operatori della filiera non monopolisti”.

Il Piano tariffario proposto non attrarrà certamente nuovo traffico sullo scalo romano, ma al contrario causerà la riduzione degli attuali operativi da parte dei vettori. “L’aeroporto di Fiumicino ha bisogno di efficienza ed investimenti”, concludono gli operatori, riconfermando la disponibilità ad un effettivo confronto con gli interlocutori preposti nel rispetto delle norme comunitarie e di un moderno, trasparente ed efficiente sistema di regolazione”.

E se vogliamo guardare un po’ in avanti, anche alla luce della proposta del ministro Passera di spostare la gran parte dei voli (anche nazionali) da Linate a Malpensa, il futuro delle compagnie di corto medio raggio si presenta assai oscuro.
Se ipotizzassimo un aumento delle tasse aeroportuali anche per Malpensa e se queste, con l’aumento di Fiumicino, arrivassero a 40 euro totali per tratta Milano Roma (a cui si aggiungono i costi dei biglietti Milano-Malpensa e Fiumicino-Roma) quel servizio (opa operato da Alitalia e pochissimi altri) andrebbe totalmente fuori mercato sia per il costo che per il tempo di percorrenza.

Dal centro della città all’imbarco circa due ore a Milano e un’ora e mezza a Roma. Un’ora di volo e altrettanto per sbarcare ed arrivare in centro. Questa tratta, tra qualche mese, sarà preistoria, come lo è diventata quella aerea tra Parigi e Strasburgo: con l’apertura della linea AV da 320km/h Airfrance ha cancellato tutto. E addio aereo.

La replica dell’Enac non si è fatta attendere. Attraverso una nota si legge che “con riferimento alla riunione che si è svolta ieri, 12 settembre, presso Aeroporti di Roma per illustrare agli utenti degli scali romani i contenuti del contratto di programma in merito alle dinamiche tariffarie per il periodo 2012-16 e a seguito del comunicato di Assaereo e Ibar, l’Enac precisa che la procedura seguita per la definizione del Contratto di Programma con Aeroporti di Roma, Adr, è in ossequio al vigente quadro normativo di riferimento”.

L’Enac fa presente inoltre che la dinamica tariffaria che ne scaturisce rappresenta, per la prima volta, l’applicazione del principio della correlazione ai costi efficientati sostenuti dal gestore. Come previsto sia a livello nazionale che comunitario, le tariffe sono comprensive del recupero dei costi per gli investimenti previsti per rilanciare gli aeroporti romani sia in termini di infrastrutture, sia di qualità dei servizi resi all’utenza.

Le consultazioni servono proprio per confrontarsi sui contenuti. Gli utenti hanno 20 giorni di tempo, a partire da oggi, per presentare le proprie osservazioni, alle quali l’Enac risponderà.

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