Spoil system all’Atac. Arriva Diacetti

Diacetti_RobertoL’ex ad di Risorse per Roma prende il posto di Tosti che paga la vicenda della nuova metro B1. Alla presidenza resta Carbonetti

 

ROMA – Non c’è pace ai piani alti di via Prenestina. Prima la storia di Parentopoli, che portò al siluramento di Adalberto Bertucci, grande elettore del sindaco di Roma, poi le difficoltà da parte del sindaco Alemanno a reperire un manager, poi individuato in Maurizio Basile, che riuscisse a mettere ordine nei disastrosi conti dell’azienda pubblica e a fornire un servizio di trasporto degno di una capitale e infine l’avvio della tanto agognata Metro B1, con i risultati che tutti i cittadini romani conoscono. La situazione all’Atac è sempre più confusa.

Non sorprende quindi l’ennesimo cambio dei vertici a firma del sindaco Alemanno. Nel pomeriggio di ieri il Consiglio d’amministrazione dell’azienda romana ha infatti preso atto delle dimissioni rassegnate dall’amministratore delegato, Carlo Tosti, e ha provveduto contestualmente a cooptare come consigliere d’amministrazione, Roberto Diacetti, ex ad di Risorse per Roma, conferendogli le medesime deleghe.

Il presidente di Atac, Francesco Carbonetti, ha ringraziato Tosti per l’opera svolta, ricordando le tappe salienti della vita aziendale da maggio 2011 a oggi. In particolare: l’approvazione e l’avvio del Piano Industriale 2011-2015; la messa in sicurezza patrimoniale dell’ azienda, le intese sindacali fortemente innovative, l’avvio del processo di rinnovamento del parco bus in autofinanziamento e pur in assenza di contributi esterni.

I risultati di questa azione di risanamento si sono concretizzati in una diminuzione dei costi totali sul lato della produzione (-13%), dei servizi (-42 milioni di euro malgrado l’ aumento del costo del carburante), del personale (-7,5 milioni), risorse interamente ridestinate a investimenti per il miglioramento del servizio.

Smentite dunque le voci che davano per certa la nomina come ad di Albino Ruberti, attuale amministratore di Zetema, società comunale che gestisce i musei e le attività culturali della città eterna.

Il sindaco ha così commentato la scelta del Cda. “Ringrazio l’ingegner Carlo Tosti per l’opera che ha svolto in questi mesi ai vertici dell’Atac. Grazie a questo lavoro è stato possibile ottenere importanti risultati dal punto di vista del risanamento finanziario dell’azienda ed avviare l’attuazione del nuovo piano industriale del trasporto pubblico locale di Roma”.

“Al nuovo amministratore delegato, professor Roberto Diacetti, il compito di migliorare il rapporto con gli utenti, la qualità del servizio erogato e la capacità dell’azienda di comunicare con le diverse componenti della nostra città. Nei prossimi giorni – aggiunge – ci sarà un serrato confronto con tutto il Consiglio d’Amministrazione e con le rappresentanze sindacali per prendere, assieme all’assessore Aurigemma, tutte le decisioni indispensabili all’ulteriore sviluppo di Atac”.

Sulla nuova nomina sono arrivate, oltre alle congratulazioni di rito, anche critiche bipartisan. Secondo Giuseppe La Fortuna e Patrizio Bianconi (entrambi Pdl) “il passaggio da Tosti a Diacetti è come passare dalla padella alla brace”. Più duro Enzo Foschi per il quale “Alemanno dovrebbe pensare alla mobilità pubblica e privata, giunta ormai al collasso, invece che giocare a risiko con la municipalizzata.

Tosti, manager con notevoli esperienze in campo ferroviario e nel settore della mobilità urbana, avrebbe pagato la disastrosa vicenda della nuova metro B1, che invece di semplificare la vita a decine di migliaia di cittadini per quel quadrante della città ha, invece, costretto a potenziare la rete dei bus in quell’area e a sguarnire il servizio in altre aree della Capitale.

A dire il vero, Tosti si è trovato in eredità sia la progettazione che la gestione di questo tratto aggiuntivo di metropolitana che, invece di nascere come nodo di scambio tra due linee, è stato realizzato come deviata dalla originaria linea B, cosa che ha ridotto fortemente la frequenza sulla vecchia e non fornendo un servizio sufficiente sul  nuovo ramo di linea. Ad una progettazione per molti strutturalmente sbagliata si sarebbero poi aggiunti i seri problemi al sistema di segnalamento di cui le cronache romane hanno ampiamente parlato quest’estate.

Preoccupatissimo dalle polemiche sull’avvio della B1, da qualche errore di programmazione che ha fatto pagare a Roma un pesante pedaggio in termini di attese dei bus Alemanno, inseguito da sondaggi in calo e alla scadenza del proprio mandato, avrebbe quindi optato per il siluramento del vertice aziendale operativo, lasciando alla presidenza Francesco Carbonetti, garante di Atac presso il mondo bancario.

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