D-day in Regione Lazio

polverini-triste-sliderL’aut aut della Polverini. Dopo lo scandalo sui fondi regionali del Pdl, la governatrice vuole tagli sui costi della politica o si dimetterà

ROMA – Ancora poche ore e la vicenda dei fondi Pdl alla Regione Lazio arriverà al suo snodo politico più importante. Alle 16, infatti, nell’aula del Consiglio regionale prenderà la parola la presidente della Regione Renata Polverini. Sarà la resa dei conti dopo un violento scontro interno al Pdl, suscitato dall’inchiesta sull’ex capogruppo Franco Fiorito, indagato per peculato dalla procura di Roma.

Polverini metterà il Consiglio davanti a un aut aut: o si opererà subito un taglio drastico sui costi della politica e soprattutto sui fondi destinati ai gruppi o saranno dimissioni. Ma la partita forse più difficile è quella che si gioca sulle cariche interne alla Pisana che Polverini vorrebbe azzerate, compresa quella di capogruppo del Pdl, occupata oggi da Francesco Battistoni.

Su Battistoni il pressing è forte, tanto che il consigliere viterbese vicino ad Antonio Tajani, dopo aver valutato per ore con i suoi tutte le possibilità, sarebbe pronto a cedere. Probabilmente non sarà oggi, e di certo non sarà in alcun modo sfiduciato dai ‘suoi’ consiglieri, maggioranza nel gruppo, che lo vollero loro capo a fine luglio. Ma il passo indietro sembra ormai, si mormora nei corridoi della Pisana, inevitabile.

Nella serata di ieri un comunicato il gruppo Pdl rinnovava la fiducia alla Polverini. E c’è anche chi ha voluto vedere come un segnale il fatto che l’elenco dei consiglieri della nota fosse in ordine alfabetico, senza l’indicazione del capogruppo. A Battistoni dovrebbe, dunque, succedere Antonio Cicchetti, ex An come Fiorito, unico consigliere senza incarichi in un Consiglio dove tutti sono presidenti o vicepresidenti di qualcosa e non sfiorato dall’onda del caso fondi. Sarebbe una soluzione non sgradita alla giunta.

Da parte forzista si respira oggi una grande amarezza. “Noi – si dice – che abbiamo fatto pulizia cacciando Fiorito, ora siamo messi sul suo stesso piano. E intanto la Polverini si ricrea una verginità politica”. Tensioni che non si chiuderanno di certo oggi.

Dal punto di vista giudiziario quella che si apre si annuncia come una settimana-chiave nell’inchiesta che vede indagato per peculato Franco Fiorito. Il lavoro del procuratore aggiunto Alberto Caperna, del sostituto Alberto Pioletti e degli uomini del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza si sta concentrando in questa fase sull’analisi dei documenti contabili sequestrati venerdì scorso negli uffici del partito alla Pisana e in quelli prelevati nelle abitazioni di Roma e Anagni di Fiorito.

Non è escluso che nel corso della settimana lo stesso indagato venga ascoltato dagli inquirenti. Come non è escluso che nella vicenda possano entrare anche altri nomi anche se per ora l’unico indagato è Fiorito. Per chi indaga infatti la prima esigenza è ricostruire il percorso dei flussi di denaro che Fiorito trasferiva dai fondi ai suoi tanti conti correnti in Italia e all’estero e capire se l’eventuale attività illecita dell’ex capogruppo coinvolga anche altri esponenti del Popolo della libertà.
Il quadro che si sta delineando è infatti di un enorme flusso di denaro transitato direttamente dal conto corrente Unicredit del Pdl a vari depositi bancari intestati a Fiorito. Attività fatta all’insaputa di tutti? Sottrazioni avvenute per puro tornaconto personale? E’ uno degli elementi di indagine.

Nella guerra di dossier scoppiata negli ultimi giorni alla Pisana per gli inquirenti le uniche certezza appaiono gli oltre 109 bonifici effettuati da Fiorito senza causale e i quasi 800 mila euro convogliati nei conti correnti aperti a suo nome. Le Fiamme gialle dovranno anche capire se nell’attività contabile del gruppo consiliare ci siano state attività anomale o siano state compiute false fatturazioni: scenario che potrebbero dare una ulteriore svolta all’inchiesta.

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