Lazio, passa odg Polverini, tagli per 20 milioni

Polverini_slider_bisTaglio delle commissioni consiliari, degli assessori, delle auto blu e addio alle somme per i gruppi consiliari

 

ROMA – Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato ieri sera, con 41 voti a favore e 26 astenuti, l’Ordine del giorno n. 299, presentato dalla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che impegna la Giunta e il presidente del Consiglio regionale a presentare entro sette giorni una o più proposte di legge o modifiche regolamentari, volte ad attuare una serie di tagli ai costi del Consiglio regionale.

Taglio delle commissioni consiliari, degli assessori, delle auto blu e addio alle somme per i gruppi consiliari. Sono i punti salienti del pacchetto di risparmi presentato durante il suo discorso dalla governatrice: su questa drastica spending review la presidente ha basato la prosecuzione o meno del suo mandato. Le nuove regole comporterebbero per il Consiglio 20 milioni di risparmi già entro il 2012, passando da un bilancio da 98 milioni a 78. Quando il sistema entrerà a regime, nel 2013, il bilancio scenderebbe poi a 70 milioni.

La governatrice del Lazio Renata Polverini conferma la sua linea del ‘rigore o tutti a casa’, ma precisa, in una intervista a Uno Mattina, che l’esito del dibattito di ieri in Consiglio fa ritenere molto improbabili le sue dimissioni perché “venerdì possiamo cominciare a voltare pagina”. Al giornalista che le chiedeva se confermava la sua linea dura sui conti, dopo lo scandalo che ha investito la gestione dei fondi Pdl in Consiglio regionale, Polverini ha risposto: “Assolutamente sì, c’é un calendario fittissimo”. E alla domanda sulla probabilità di sue dimissioni venerdì prossimo, quando si voteranno i nuovi provvedimenti, la governatrice ha detto: “Da quello che ho percepito ieri in aula credo nessuna”.

C’é l’assoluta consapevolezza che questo Consiglio regionale ha sbagliato, come ho detto ieri non tutti hanno sbagliato nello stesso modo ma tutti devono pagare, o pagano un conto pesante, salato con norme che rendano l’ordine del giorno di ieri operativo, oppure andranno a casa – ha aggiunto -. Ma soprattutto andranno a casa con la gogna di aver consentito, se non fatto, qualcosa che non andava fatto. Intanto venerdì possiamo ricominciare a voltare pagina”.

“Di quei soldi che andavano utilizzati in quel modo da oggi il Consiglio regionale non avrà più un euro da parte della Giunta”. La governatrice ha comparato lo scandalo all’alluvione di Firenze, “qualcosa di drammatico – ha detto, – arrivato peraltro in un momento in cui il dibattito sui costi della politica si trascina da troppo tempo. Non c’é stata nemmeno la capacità di capire che, se anche c’era un sistema che potesse consentire un atteggiamento purtroppo anche delittuoso, andava interrotto prima. Il Consiglio non lo ha capito. Siamo rimasti tutti scioccati quando abbiamo visto in che modo, e adesso mi auguro che la magistratura farà chiarezza al più presto, il consigliere Fiorito utilizzava quei fondi. Abbiamo anche visto il dibattito che ha lasciato senza parole ancora di più gli elettori – ha continuato Polverini, – perché a un certo punto si trattava di capire se era meglio, nel dibattito che si era aperto in Consiglio, utilizzare quei fondi per bere champagne e ostriche o mangiare porchetta. Io credo che l’uso abnorme e sconsiderato di quei fondi andava bloccato e ieri lo abbiamo fatto”.

“Chiedo scusa – ha detto inoltre la governatrice – ai cittadini del Lazio e del nostro paese perché lo sconcerto per quanto accaduto è arrivato oltre i confini. Voglio chiedere scusa a tutte le altre istituzioni perché con il nostro comportamento rischiamo far perdere credibilità. Voglio chiedere scusa ai colleghi delle altre Regioni, dove spero non ci siano comportamenti analoghi”, ha affermato in un lungo passaggio del suo discorso. “Voglio chiedere scusa alla politica onesta”.

Sempre ieri nell’intervento di replica al Consiglio la Polverini ha fatto sapere che la Regione Lazio si costituirà parte civile nel caso dei fondi Pdl. ”Non devo essere io a dire al consigliere Fiorito o al Pdl, se la magistratura accerta le colpe – ha spiegato – che quei soldi vanno restituiti. Lo prevede la legge. Ci costituiremo parte civile. Se quei soldi sono andati in una direzione è giusto che ritornino nelle casse della Regione”.

Il gruppo consiliare Pdl alla Regione Lazio, nella bufera, si dà un regolamento di regole e di trasparenza. Lo ha annunciato in Aula la consigliera Chiara Colosimo, che ha preso la parola a nome del suo gruppo dopo la presidente. “Siamo d’accordo con Polverini – ha detto – inizieremo da noi spazzando il fango ricevuto, dotandoci di un regolamento interno che sancisca senza mezzi termini le modalità di erogazione dei fondi. Ci doteremo di un tesoriere e un commercialista. Metteremo in rete ogni tre mesi, pubblico e consultabile, il bilancio del gruppo. Fino a quel momento il Pdl non spenderà un solo euro.

E intanto sono arrivate le prime dimissioni dal Consiglio. ”Ho deciso di dimettermi da vice presidente della Commissione Sviluppo economico, ricerca e innovazione e turismo e da membro della Commissione Pmi, Commercio e Artigianato”. Lo annuncia in un comunicato Mario Mei, capogruppo di Api-Alleanza per l’Italia in Consiglio. A seguire sono il capogruppo regionale dell’Udc Francesco Carducci ha reso noto che anche i consiglieri Udc si dimettono dalle commissioni.

Inoltre ”i consiglieri de La Destra, Storace e Buonasorte, sottoscrivono parola per parola le dichiarazioni della presidente Polverini e annunciano le dimissioni dalle commissioni di competenza” riferisce il gruppo de La Destra alla Pisana. Intanto l’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito è disponibile ad essere interrogato sui fatti che hanno determinato la sua iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di peculato.

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