All’Atac si inaugura il new deal

Diacetti_Roberto_sliderIl nuovo ad, Roberto Diacetti, traccia le linee della sua gestione. Discontinuità sul piano della qualità del servizio

 

 

ROMA – “Abbiamo una città che cresce e che chiede servizi di alta qualità. Con sincerità, all’ ex ad Tosti non attribuisco nessuna responsabilità specifica ma c’ era la necessità di un assetto diverso. Diacetti è una persona esperta in educazione dei servizi e credo che con lui ci sia la possibilità di dare una forte spinta di sviluppo e di discontinuità gestionale”. Lo ha detto stamattina il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, durante la presentazione alla stampa del nuovo amministratore delegato di Atac S.p.A., Roberto Diacetti.

Ex direttore generale di Risorse per Roma, docente universitario di. programmazione e controllo, Diacetti è un manager puro, privo di patronage politici, scelto dall’amministrazione per tentare una strada diversa. Egli assume la guida di una delle aziende più complesse e contestate nel panorama municipalizzato romano. “L’Atac infatti – ha aggiunto il sindaco – è una delle aziende più complicate che esistano in Italia, direi, sotto certi aspetti, più complessa della Fiat”.

Ma nonostante queste oggettive difficoltà, l’Atac ha retto il colpo e non ha dovuto portare i libri in tribunale e questo può essere considerato già un miracolo. Ma c’era bisogno di cambiare passo e spostare il focus gestionale sulla qualità del servizio fornito ai cittadini e agli utenti. Fin qui infatti la qualità non è stata quella auspicata e di fronte a questo vulnus l’amministrazione ha deciso di dotarsi di un vertice aziendale diverso. “Credo sia compito dell’ azionista – ha detto Alemanno – misurare la gestione sulla base esclusiva dei risultati conseguiti”.

Consapevole delle difficoltà che lo attendono, ma anche degli stimoli che una sfida di queste dimensioni comporta, nella conferenza stampa di presentazione Diacetti ha delineato per grandi linee quelli che saranno i driver del suo ‘new deal’. “Entro 30 giorni ci saranno 150 persone sul campo per assistere il cliente e fare la lotta all’ evasione. Dobbiamo comunicare meglio altrimenti mettiamo in discussione il lavoro stesso”.

Inoltre, in tema di controlli della gestione, il nuovo amministratore delegato ha auspicato l’intervento di un ente terzo “perché non possiamo dire noi stessi se stiamo andando bene o male. Per questo l’Agenzia per il controllo della qualità nei
pubblici servizi potrebbe essere un ente che mese per mese monitora se portiamo avanti gli obiettivi nella direzione giusta”.

La ‘cifra’ di quello che sarà il suo paradigma gestionale, Diacetti comunque l’ha espresso partendo dal momento estremamente difficile che il Paese e l’Atac attraversano. “Per questo io devo poter guardare negli occhi un autista del bus e dirgli che dobbiamo fare dei sacrifici. Per questo ho deciso di decurtarmi il 10% dello stipendio, quindi il mio guadagno sarà di 265mila euro. So che è solo un segnale ma indica la direzione dove voglio andare”.

E a proposito di notizie, Diacetti ha anche approfittato della conferenza stampa di presentazione per annunciare che il prossimo 15 ottobre si concluderà la gara per l’ acquisto di 399 nuovi autobus. “Nel mese di marzo-aprile del prossimo anno mi auguro che una parte di questi bus possa già circolare in città”.

Potrebbero interessarti anche