Fondi Pdl, Polverini pronta al voto

Polverini_slider_bisGovernatore chiede incontro a Cancellieri: tempi e condizioni per andare al voto. Oggi interrogatorio Fiorito

 

ROMA – Sul caso dei fondi Pdl regionali e la vicenda Fiorito, Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, torna a minacciare le dimissioni. ”Sto chiedendo un appuntamento al ministro Cancellieri per capire, nel caso in cui si proceda in questo disastro, quali siano i tempi e le condizioni per andare al voto” ha detto in collegamento telefonico con ”Mattino Cinque”.

“Mi auguro che i consiglieri la smettano con questo atteggiamento che sta diventando ridicolo per tutti; ho molto alto il senso del ridicolo, e credo di averlo già oltrepassato. O questa storia finisce oggi o finisce comunque, perché la faccio finire io. Sono stanca, molto stanca”.

“La cosa che non mi pare che sia stata compresa dal consiglio regionale, è che bisogna fare, e invece si sta proseguendo in una lotta intestina – sottolinea – Mi pare che vogliano cercare di far capire all’opinione pubblica che il presidente della Regione vale un consigliere regionale”.

”Ho posto come condizione al consiglio regionale di rientrare nei parametri economici delle altre regioni – prosegue – Ciò che dipendeva da me e dall’azione della mia giunta è stato messo in campo già ieri: ho bloccato completamente tutti i fondi dei quali, purtroppo, stiamo discutendo in questi giorni e, ad oggi, il consiglio regionale non ha più trasferimenti di fondi da parte della giunta. Ho bloccato anche i trasferimenti di ciò che serve per il funzionamento, in attesa che ci sia una regolamentazione precisa e chiara. Ho dato mandato perché, sulla base di una legge nazionale, si riducano i consiglieri e gli assessori, e si istituisca un collegio dei revisori dei conti, che verranno scelti sulla base di un elenco dei revisori accreditati presso la Corte dei Conti”, prosegue.

“Il consiglio regionale, ieri, ha dato il via ad alcuni altri atti, come quello dell’azzeramento delle auto blu; si sta procedendo, inoltre, con il dimezzamento delle commissioni e con l’azzeramento dei monogruppi – continua – Ho bloccato e tolto dal bilancio le spese che erano indirizzate alla costruzione di una nuova palazzina per 6 milioni di euro, e ho deciso che queste risorse andranno per l’edilizia sanitaria, visto che abbiamo un sistema sanitario in difficoltà, e, le altre risorse, per il sociale e per il lavoro”.

In una intervista al Il Messaggero oggi Polverini ha usato parole dure. ”Vanno cacciati i mercanti dal tempio del Pdl. Certamente Fiorito è una persona da mandare fuori. E quanto agli altri, che non sono indagati, il Pdl deve valutare se questo è il momento giusto per liberare il partito da qualsiasi tensione e lotta intestina. E’ un problema nelle mani della dirigenza nazionale e io non voglio interferire – ha aggiunto rispondendo alla domanda se ritiene che si debbano tutti dimettere – Ma un partito che si trova precipitato in una tempesta giudiziaria e comunicativa deve dare un segnale chiaro”.

Sulla vicenda intanto interviene Francesco Storace che scrive nel suo blog: “Alla Pisana fatti concreti, e non più solo parole. A tutti quegli scettici che stanno dando seguito a illazioni e dubbi sull’effettiva volontà da parte della Regione Lazio di offrire un contributo serio ai tagli dei costi della politica, e alle intenzioni espresse dalla presidente Polverini, è doveroso sottoporre le misure già adottate nella sola giornata di ieri dopo il Consiglio straordinario di lunedì scorso”.

Critiche arrivano da Flavia Perina (Fli), coordinatrice romana di Futuro e libertà. “I romani pensavano di aver visto tutto con l’abbuffata di pajata e polenta a piazza Montecitorio. Le foto del festino in costume da antichi romani raccontano pagliacciate addirittura peggiori: una brutta copia del Satyricon felliniano messa in scena da gente che è stata eletta per governare”.

”Sono più o meno gli stessi -aggiunge Perina- che in ogni occasione fanno prediche morali sui valori, sulla famiglia e sull’etica, ridicoli censori dei ‘vizi’ altrui in pubblico e maldestri imitatori di Trimalcione e Messalina in privato. Un partito serio li manderebbe tutti a casa: forse non hanno commesso reati specifici ma con quelle foto -conclude Perina- hanno infangato le istituzioni più dei ladri”.

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