Il mondo della scuola scende in piazza

Francesco-ProfumoI contestatori del decreto Profumo contestano sia nella forma che nella quantità il futuro concorso per i docenti

 

ROMA – Si susseguono le adesioni alla manifestazione di sabato dei precari del mondo della scuola contro il decreto Profumo che bandisce il “concorsone” per l’assunzione di 11.452 nuovi docenti.

Le motivazioni degli oppositori sono di due ordini: uno di equità, l’altro di merito. Riguardo al primo punto, si sostiene che le cattedre andrebbero assegnate rispettando le priorità sancite dalle graduatorie a esaurimento, in modo da garantire il diritto alla stabilizzazione per coloro che hanno più titoli culturali e professionali e più anni di servizio già svolti.

Nel merito, si fa notare che il numero dei posti messi a concorso riguarda il reclutamento di docenti  per gli anni scolastici 2013/14 e 2014/15. Sulla stessa materia si era pronunciato il ministro dell’epoca, Maria Stella Gelmini, che per l’attuale triennio (2011-2013) aveva stabilito l’assunzione a tempo indeterminato di un massimo di 22.000 unità di personale docente per ciascuno dei tre anni,  destinate solo a coprire il naturale turn over.

Stando così le cose, si avrebbe che i posti messi a concorso dall’attuale ministro dell’Istruzione, e annunciati trionfalmente dal governo Monti come una straordinaria conquista, equivarrebbero in realtà alla metà di quelli già disposti dal governo Berlusconi. “Altro che svolta storica –  dicono i sindacati di categoria – qui si continua a giocare sulla pelle dei precari, di cui peraltro la scuola continuerà comunque ad aver bisogno per poter funzionare”.

La linea di fondo della contestazione dunque esprime il totale dissenso con una gestione che non solo millanta credito, ma raffina ulteriormente le operazioni di taglio del governo precedente.

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