Polverini, prima i tagli poi forse le dimissioni

Polverini_slider_bisLa presidente non lascerà prima dell’ok della Regione alla riduzione delle spese politica. La Finanza in Regione da questa mattina

 

ROMA – Gli investigatori della Guardia di Finanza si trovano da questa mattina nella sede del Consiglio regionale del Lazio, alla Pisana, per ascoltare alcune persone. Starebbero cercando riscontri alle parole e alle carte depositate da Franco Fiorito.

“Dimissioni? qualcuno parla al posto mio, domani si riunisce il consiglio, poi vediamo”, ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini uscendo di casa “per recarmi dal medico”, ha precisato. “Ho condizionato il mio impegno al consiglio, non sono disposta a pagare le colpe di altri”, ha aggiunto. “Oggi diremo i dati sui conti. Ho dato disposizione ai miei uffici di rendere noti i dati e di metterli in rete, per dimostrare quello che noi abbiamo fatto e quelli che hanno fatto gli altri”, ha detto Renata Poverini uscendo di casa. “Io sono una persona onesta, non ho mai rubato nulla e respingo scenari raccapriccianti”, ha detto Polverini. “Di questa classe politica ne faccio parte ma ne voglio uscire bene”, ha aggiunto e replicando a chi le chiedeva una candidatura da premier ha risposto: “Ma per carità”.

Polverini ha sentito Berlusconi, “non l’ho visto. Ieri sono stata in ufficio con alcuni amici e poi a cena. Sulla giornata di ieri sono stati raccontati film”, ha aggiunto. “Ho letto i giornali e l’unico dispiacere che ho è che è stata data un’idea diversa dalla realtà. Ci sono persone che hanno commesso atti condannabili e mi auguro che presto la magistratura faccia chiarezza” .

Alle dimissioni ci pensa da giorni, da quando il caso Fiorito ha scosso la Regione Lazio. Ma se un passo indietro lo farà, Renata Polverini non dovrebbe farlo prima di domani, giorno in cui l’aula della Pisana varerà i tagli e la riduzione dei costi della politica tentando un colpo di coda moralizzatore che spazzi via l’immagine sbattuta sui giornali di una Regione “ostriche, champagne e toga party”. Insomma in aula la presidente domani potrebbe presentarsi dimissionaria, tenendo fede a quello che di fatto ha in serbo da quando lo scandalo è scoppiato, ma consentendo al consiglio di approvare quello che lunedì ha preteso: “O si cambia, o si fanno i tagli o ci sfracelliamo”.

Dunque prima i tagli, di auto blu, di soldi al consiglio, delle commissioni, poi le dimissioni. Oggi per Polverini è un giorno di lavoro e di “ritiro”. Esattamente come ieri. Casa, la mattina, poi l’ufficio di presidenza in via Cristoforo Colombo. Circondata solo dai suoi fedelissimi, il capo di Gabinetto Pietro Zoroddu e il segretario generale Salvatore Ronghi, si prepara alla giornata di domani. Quella che potrebbe cancellare, almeno in parte, la presunta “brutta politica” praticata dalle mele marce.

La presidente della Regione Lazio Polverini “sta sicuramente considerando l’idea delle dimissioni, non da ieri ma da qualche giorno. Personalmente non so se le darà perché ieri ho provato più volte a chiamarla senza riuscire a parlarci. Io la invito a non dimettersi, a tenere duro e a fare pulizia”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, parlando dello scandalo Lazio a Omnibus, su La7. Rispondendo a chi gli chiedeva cosa pensasse di chi considera le parole della Polverini “una sceneggiata”, ha aggiunto “francamente non lo credo, pensare che sia una sceneggiata è puerile”. Poi, “bisogna ricordare che i consigli regionali per i Presidenti, così come i consigli comunali per i sindaci, hanno responsabilità e potere decisionale ben distinti”.

Renata Polverini è rimasta chiusa nelle sue stanze per tutto il pomeriggio di ieri, poi a casa. A meditare quello che stamattina aveva detto “qui la storia la faccio finire io”. Dimissioni insomma. Minacciate e ora sempre più vicine. Ma, secondo quanto si apprende da esponenti pidiellini, il pressing per farle cambiare idea sarebbe tuttora in corso. La presidente della Regione Lazio avrebbe avuto un colloquio con Silvio Berlusconi che in tutti i modi gli avrebbe chiesto di aspettare prima di prendere decisioni definitive. L’ex sindacalista medita. E intanto nell’interrogatorio fiume di ieri, secondo alcune indiscrezioni, l’ex capogruppo del Pdl, Franco Fiorito, indagato per peculato nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei fondi regionali e difeso dall’avvocato Carlo Taormina, avrebbe fatto riferimento alle attività di altri dirigenti del Pdl laziale.

“In merito alla presunta ipotesi di commissariamento del Pdl Lazio si precisa che si stratta di voci del tutto infondate”, precisa l’ufficio stampa del Pdl in una nota. In serata, per discutere dei temi interni al Pdl, si è svolto un incontro a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi, il segretario del Pdl Angelino Alfano, Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa.

La governatrice Polverini, questa mattina, a due giorni dal discorso in Consiglio in cui ha chiesto rigore senza condizioni, è tornata a parlare di dimissioni. E ha puntato l’indice sul Consiglio: “non hanno capito che bisogna fare, invece si procede in una lotta intestina. O questa storia finisce oggi, o finisce per tutti perché la faccio finire io, sono stanca”. Insomma, come dire: dopo tanto parlare, stiamo di nuovo al punto di prima. E anzi, tirate in mezzo me. Venerdì ci sarà l’atteso voto in Consiglio sui tagli. “Sono stanca, molto stanca” ha detto però oggi. Forse abbastanza da farla cedere?

Nel pomeriggio circolano voci di imminenti dimissioni comunicate agli assessori, ma i diretti interessati smentiscono. Nessuno degli assessori interpellati dall’Ansa ha detto di essere stato informato da Polverini dell’intenzione di lasciare l’incarico.
Un segnale, di certo, la presidente l’ha dato sempre ieri all’ora di pranzo quando, come aveva preannunciato, ha varcato i cancelli del Viminale per incontrare il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, per informarsi sui tempi tecnici del ritorno al voto. Come a dire: faccio sul serio, prendo le misure. Ma sulla decisione finale pesa il giudizio di Berlusconi e Alfano che non auspicano elezioni anticipate nel Lazio, dopo quelle in Sicilia che si terranno il 28 e 29 ottobre, e guardano con preoccupazione a quanto potrebbe accadere nella Regione Lombardia nell’ipotesi di dimissioni del governatore Roberto Formigoni. Tutti episodi destinati a provocare un danno di immagine al Pdl proprio alla vigilia delle elezioni politiche della prossima primavera. Da qui la prudenza consigliata a Polverini da Berlusconi e Alfano.

Nel frattempo l’opposizione fa sapere che “questa mattina, nella riunione dei Capigruppo convocata per discutere le misure da approvare nel Consiglio di venerdì prossimo, la maggioranza, cioè quel che resta della maggioranza perché il Pdl non ha partecipato alla riunione, ha presentato una proposta diversa da quella che lo stesso centrodestra ha votato lunedì scorso. Invece di tagliare tutte le Commissioni riducendole a 8, il centrodestra ha presentato un provvedimento che ne prevedeva 10”. Lo dichiarano in una nota i capigruppo di opposizione al Consiglio regionale del Lazio.

“I gruppi del centrosinistra e tutta l’opposizione hanno preteso il rispetto rigoroso di quanto votato in Consiglio e cioè l’eliminazione di tutte le Commissioni speciali e la riduzione delle ordinarie a 8 – continuano – Tutte le forze d’opposizione venerdì voteranno queste misure e subito dopo l’approvazione dei tagli del Consiglio e della Giunta presenteranno la mozione prevista dal regolamento della regione per chiedere le dimissioni della Polverini”.

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