Festival della Fotografia, obiettivi sul mondo del lavoro

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Si intitola “Work” il Festival Internazionale della Fotografia di Roma che si terrà dal 21 settembre al 28 ottobre al Macro di Testaccio

 

 

Si intitola “Work” ed è interamente dedicato al tema del lavoro il Festival Internazionale della Fotografia di Roma, che si terrà dal 21 settembre al 28 ottobre al Macro di Testaccio, con alcune esposizioni parallele anche al Museo Macro e in alcune accademie e gallerie della città. In tutto 60 mostre, più di 2000 fotografie realizzate da 180 fotografi, tra cui nomi famosissimi come Josef Koudelka e Don McCullin.

Un viaggio attraverso diversi continenti, per raccontare aspetti molto diversi del lavoro, dagli uffici ai campi alle miniere. “E’ difficilissimo capire come la fotografia rappresenti il lavoro, ma il tema era attualissimo e per questo abbiamo scelto di rappresentarlo” ha affermato il curatore del Festival Marco Delogu.

Nella collettiva “Camera Work” Koudelka, McCullin e Chris Killip rappresentano il lavoro attraverso le miniere e le fabbriche, Simon Roberts racconta la crisi in Gran Bretagna, Lars Tunbjork e Florian van Roekel ritraggono l’ alienazione negli uffici, Raphael Dallaporta illustra la moderna schiavitù che si nasconde dentro condomini di lusso.

Non manca un occhio sull’Italia di oggi: dai ritratti di studenti “sospesi” di Francesco Neri, alle immagini dei luoghi confiscati alle mafie e bruciati dalle organizzazioni criminali realizzate da Tommaso Bonaventura e Alessandro Imbriaco, alle miniere abbandonate e alla durezza del lavoro in Sardegna nella serie “Trabagliu” di Dario Coletti, Franco Mapelli e Massimo Mastrorillo.

Nei primi giorni del Festival, fino al 23 settembre, ci sarà anche un workshop dei fotografi Magnum Richard Kalvar e Moises Saman, incontri con fotografi e presentazioni di libri.

I padiglioni A e B di MACRO Testaccio e La Pelanda ospitano:

Camera Work, collettiva a cura di Marco Delogu.
In mostra le opere di Roger Ballen, Yto Barrada, Claire Chevrier, Raphaël Dallaporta, Joseph Koudelka, Chris Killip, Fosco Maraini, Nina Poppe, Simon Roberts, Lars Tunbjörk  e Florian van Roekel.

Rome Commission, il ritratto fotografico di Roma che annualmente coinvolge un artista diverso. Lo zuavo scomparso è il titolo del progetto di Paolo Ventura, artista selezionato per il 2012.

Fields. This is not an office. Hit the crowd, le tre mostre dei curatori esterni nominati attraverso il bando internazionale del 2010.
Fields, a cura di Paul Wombell, include la partecipazione di Ulrich Gebert, Jackie Nickerson, Mishka Henner. This is not an office, a cura di Marc Prüst, include le opere di Jeroen Kramer, Marco Vernaschi, Tim Hetherington, Stanley Greene. Hit the crowd, a cura di Valentina Tanni, include gli artisti IOCOSE, David Horvitz, Matt Richardson.

Il paese è reale, a cura di Alessandro Dandini de Sylva.
Mostra dedicata alla giovane fotografia italiana. Il progetto vede coinvolti Andrea Botto e Francesco Neri (selezionati per la prima edizione del Premio Graziadei Studio Legale), Tommaso Bonaventura, Lorenzo Durantini, Alessandro Imbriaco, Francesco Jodice.

I mondi dei lavori perduti, a cura di Marco Delogu e Paola Ugolini.
La mostra verte sul lavoro delle pescatrici Ama giapponesi con le immagini di Fosco Maraini (nel centenario della sua nascita) e le fotografie contemporanee della giovane tedesca Nina Poppe.

Lost&Found 3/11, progetto promosso da Doozo art book & sushi.
Focus del progetto è il lavoro di un gruppo di 500 ricercatori volontari che, all’indomani dello Tsunami che ha colpito il Giappone nel 2011, ha recuperato dalle macerie 7.600 album e 13.000 fotografie, restituendole ai legittimi proprietari.

Premio IILA per la giovane fotografia latinoamericana, V edizione.
Artisti coinvolti: Nicolas Alejandro Sanin, vincitore dell’edizione 2011, Alejandro Cartagena, Verónica Gutiérrez Valenzuela, Fabián Hernández Mena, Christian Rodríguez, Coni Rosman.

Call for Entry, V edizione.
Concorso dedicato ai giovani fotografi internazionali; i 15 progetti selezionati sono proiettati all’interno del padiglione A per tutta la durata del Festival.

Inoltre, sempre negli spazi di Testaccio, sono i lavori fotografici di Olivo Barbieri (con un dittico realizzato a Cavezzo, Modena: località colpita dal recente terremoto); di Dario Coletti, Franco Mapelli e Massimo Mastrolillo (con scatti che testimoniano il rapporto tra territorio e lavoro in Sardegna); il progetto Burma’s stories (interventi multimediali di studenti di fotografia birmani); e Photobooks Exhibition (selezione di pubblicazioni di fotografia contemporanea).

Il programma completo è disponibile al sito del Festival www.fotografiafestival.it

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