Cambio della guardia al vertice dell’Ama

Ama_sliderL’ex ad Cappello lascia il posto a Giovanna Anelli. Alla base del turnover un contratto da 50 mln con l’avvocato Cerroni


ROMA – Non c’è pace nelle municipalizzate di Roma. Dopo il cambio al vertice di Atac, dove l’ex ad Carlo Tosti ha rassegnato le dimissioni per far posto a Roberto Diacetti, ex ad di Risorse per Roma, ieri è stata la volta di Ama, l’azienda romana dei rifiuti.

Anche in questo caso l’ex ad, Salvatore Cappello, chiamato pochi mesi fa da Gianni Alemanno per rilanciare l’azienda, si è dimesso e al suo posto, per il momento come direttore generale ma con le stesse deleghe, è stata promossa Giovanna Anelli, dirigente interna della società dal 2009, già direttore amministrazione, finanza e controllo di Ama, fedelissima dell’ex numero uno Franco Panzironi finito nella bufera di Parentopoli.

“Oggi – si legge nella nota ufficiale dell’azienda – il consiglio d’amministrazione di Ama si è riunito presso la sede della società ed ha accettato le dimissioni dell’amministratore delegato, Salvatore Cappello, ringraziandolo per il lavoro svolto. Contestualmente ha nominato all’unanimità direttore generale la dottoressa Giovanna Anelli, già direttore amministrazione, finanza e controllo di Ama”. E’ quanto rende noto il presidente della municipalizzata romana dei rifiuti, Piergiorgio Benvenuti. Un ringraziamento all’ex ad arriva dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, “per il senso di responsabilità dimostrato e per il lavoro svolto che è stato comunque positivo per l’azienda. Ringrazio anche il Cda per aver nominato all’unanimità una professionista competente e una risorsa interna all’azienda come la dottoressa Giovanna Anelli”.

Anelli_Giovanna_Ama

Nonostante i ringraziamenti di rito, l’ex ad paga lo scotto del contratto per il trattamento dei rifiuti. Il ‘pasticciaccio’ che ha portato Cappello alla gogna, è andato in scena la settimana scorsa in Cda, quando il manager ha proposto un contratto decennale da 50 milioni di euro a favore del consorzio Colari di Manlio Cerroni, proprietario di Malagrotta, per il trattamento di 1500 tonnellate al giorno di rifiuti. La proposta, giudicata esagerata perché avrebbe vincolato l’Ama per un periodo troppo lungo senza che il Piano rifiuti sia stato ancora varato, è stata bocciata dal presidente Benvenuti e dagli altri consiglieri di amministrazione.

L’operazione non è piaciuta neppure al sindaco che, dopo aver espresso pubblicamente il proprio disappunto, ha invitato il manager, da lui stesso nominato, a lasciare l’incarico promettendogli una lauta buona uscita. Secondo indiscrezioni sembra infatti che il Campidoglio si è impegnato a versare al manager due anni di stipendio, che nel caso di Cappello è pari a 250mila euro all’anno, più la buonuscita. Secondo Cappello comunque quel contratto era l’unica strada per garantire il trattamento dei rifiuti della Capitale nel quadro industriale attuale e nel rispetto della legge.

Oggi Alemanno ha affermato che “il nuovo vertice aziendale dovrà rapidamente affrontare le scelte che consentano all’Ama di contribuire all’attuazione del piano rifiuti nel Lazio, ovvero gli obiettivi del Patto per Roma, per giungere entro il 2014 al 50% della raccolta differenziata e rispettando le indicazioni europee sul trattamento dei rifiuti. L’Ama ha il compito di garantire direttamente l’interesse pubblico in tutto il ciclo dei rifiuti: non solo la raccolta ma anche lo smaltimento – conclude Alemanno – dove è necessario che l’azienda intervenga direttamente dotandosi delle necessarie competenze industriali”.

La nuova nomina è subito diventata un caso politico. Secondo il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli, “con la nomina della sua fedelissima Giovanna Anelli, Franco Panzironi torna di fatto a comandare all’Ama. Il fedelissimo di Gianni Alemanno, l’uomo ai vertici della Fondazione del sindaco, il manager sotto la cui gestione scoppiò la Parentopoli all’Ama torna di fatto a guidare la municipalizzata romana. Insomma, Panzironi è uscito dalla porta ed è rientrato dalla finestra”.

Dello stesso avviso Umberto Marroni, capogruppo Pd di Roma Capitale, che aggiunge: “Viste le dimissioni volontarie dell’Ad Cappello non si capisce perché il Cda gli abbia riconosciuto un lauto compenso, provocando un possibile danno erariale all’azienda. Sui rifiuti c’è il caos totale e il Sindaco, insieme alla Polverini, stanno portando Roma all’emergenza”.

Potrebbero interessarti anche