Multa salata dell’Antitrust all’Acea

Antitrust_sliderBen 5 anni per decidere se l’azienda romana e i francesi di Suez avessero limitato la concorrenza in campo idrico

 

ROMA – I tempi della giustizia amministrativa non si discostano di molto da quelli, interminabili, della procedura civile. Anche le pronunce delle Authorities di conseguenza pagano lo stesso scotto di incertezza ed inefficacia.

L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda l’Antitrust che cinque anni fa aveva dichiarato Acea e Suez Environment (oggi gruppo Gas de France-Suez) responsabili di un’intesa restrittiva della concorrenza nel mercato nazionale della gestione dei servizi idrici. Le due aziende infatti avevano proceduto congiuntamente all’acquisizione del 40% di Publiacqua, società toscana di gestione dei servizi idrici, messa a gara dal Comune di Firenze per individuare il socio privato in una società mista pubblico-privato. Per questa operazione l’Antitrust aveva comminato multe salatissime sia all’Acea (8,3 milioni di euro) che a Suez (3 milioni).

Contro il provvedimento sanzionatorio Acea e Suez avevano fatto ricorso al Tar che nel 2008 aveva giudicato non provata l’intesa contestata dall’Agcm e in ogni caso non idonea a determinare effetti distorsivi della concorrenza.

Ma questa volta è l’Autorità garante della concorrenza a contestare la sentenza del Tar e ad impugnarla davanti al Consiglio di Stato. Passano 4 anni e il CdS nella primavera scorsa ribalta la decisione del Tribunale amministrativo e riesuma quindi le sanzioni inflitte alle società idriche. Ieri è stata pubblicata la sentenza.

Il Consiglio di Stato, secondo quanto riportato dalla Staffetta Quotidiana, ha giudicato corretta la contestazione dell’Antitrust di un’intesa “strategica-ripartitoria-escludente” messa in campo dalla due società con l’obiettivo di “stabilire preventivamente su quali mercati agire concordemente e quali lasciare ad Acea, leader del mercato italiano del settore. Nelle aree geografiche in cui la strategia è quella di cooperare – scrive il CdS – l’obiettivo non è quello di aggregare tecniche e conoscenze per rafforzare le proprie chances di vittoria negli affidamenti in partenariato, quanto piuttosto quella di non farsi concorrenza reciproca o piuttosto quella di scoraggiare la concorrenza altrui in un settore di per sé già poco competitivo. L’impegno di Suez a non partecipare a gare nel bacino storico di competenza di Acea (cioè il Lazio) assume pertanto anch’esso una significativa valenza nella logica dell’accordo finalizzata alla ripartizione del mercato”.

“In tale contesto – conclude il CdS – gli elementi di prova raccolti dall’Autorità a carico di Acea e Suez, appaiono complessivamente gravi, precisi e concordanti nella dimostrazione di un’intesa orizzontale che ha avuto per oggetto e per effetto un coordinamento delle strategie commerciali di due imprese tra loro concorrenti nel mercato italiano della gestione dei servizi idrici”.

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