Gros-Pietro in pole position per l’Authority dei Trasporti

Gros_Pietro_sliderTramontata la terna di candidati l’ex preidente dell’Iri sarebbe tra i papabili presidenti della nuova Autorità

 

ROMA – Il sottosegretario ai trasporti, Guido Improta ha annunciato che il Governo farà a breve una nuova proposta per quanto riguarda l’Authority dei Trasporti.

Dopo il tramonto della terna formata dal professor Mario Sebastiani, come presidente della nuova Authority, e come commissari Pasquale De Lise e Barbara Marinali, attuale dirigente del Ministero, negli ambienti romani si mormora che sarebbe in pole position un altro professore e cioè Gian Maria Gros-Pietro. Nome noto nei palazzi del potere in quanto il professore dal 1997 al 1999 ha guidato la liquidazione dell’IRI con la carica di presidente. Analogo incarico ha ricoperto successivamente all’Eni dal 1999 al 2002.

Gros-Pietro è stato in parecchi consigli di amministrazione di società quali Atlantia, Fiat S.p.A, Edison, Seat Pagine Gialle, Credito Valtellinese,etc. Ha ricoperto inoltre la carica di Presidente di Federtrasporto e di Agens.

Il cambiamento del candidato presidente designato per l’Authority, riferisce Ferpress, comporta anche la variazione dei nominativi degli altri due commissari e infatti girano altri nomi: da quello di Andrea Cananzi a Vincenzo Zeno Zencovich, a nomi di genere quali Luisa Torchia o Elisabetta Iossa.

L’appuntamento comunque per capire chi guiderà la nuova Authority è rinviato a giovedì prossimo, giorno in cui il Consiglio dei Ministri dovrebbe presentare la nuova terna che poi passerà il vaglio delle relative commissioni di Camera e Senato dove la precedente terna è naufragata.

Il Consiglio dei Ministri dell’8 giugno scorso aveva infatti indicato al Parlamento la terna di candidati destinati a guidare l’Autorità che rispondeva al criterio che la presenza di un giurista, di un economista e di un esperto di trasporti rappresentasse il mix ottimale di competenze rispetto ai complicati nodi, ben noti alla Commissione, che l’Autorità sarà chiamata a sciogliere.

Nel corso delle settimane, il Governo aveva tuttavia registrato difficoltà nel soddisfare l’esigenza che per i tre commissari designati fosse raggiunta la maggioranza qualificata necessaria per ottenere la ratifica parlamentare e aveva dunque dovuto ripensare alla composizione della terna, considerato che i numeri richiesti non potevano essere raggiunti.

Potrebbero interessarti anche