Ma che succede a questa Roma?

De_Rossi_Daniele_sliderL’esclusione di De Rossi, di Osvaldo e di Burdisso fa molto discutere il calcio romano. Tifoseria schierata con Zeman

 

ROMA – Alla lettura delle formazioni in tribuna ieri all’Olimpico c’è stato un lungo brusio di sorpresa: ma come, non ci sono né De Rossi né Osvaldo? E’ cominciato un processo di epurazione all’interno della società?

Indubbiamente le scelte di Zeman hanno suscitato scalpore, tanto che pure la sofferta vittoria sull’Atalanta non lo ha affatto spento. Anzi, nel dopo partita non si è parlato d’altro, come se i tre punti guadagnati sul campo fossero stati una cosa del tutto trascurabile. D’altronde chi cercava in quelle scelte chissà quali alchimie tecniche ha dimostrato di non conoscere il carattere e la determinazione dell’allenatore. “Ho già detto – ha spiegato il boemo – che possono giocare tutti, dipende dal loro atteggiamento, dalla loro voglia; se ho schierato questa formazione vuol dire che in settimana è quella che ho giudicato di maggiore garanzia”. E per chi non avesse capito, ha aggiunto: “Vorrei che tutti pensassero alla squadra invece di pensare ai fatti propri”.

Se si considera poi che, al di là delle contingenze, ha avuto parole di elogio per l’altro grande escluso Burdisso (“vorrei venti giocatori con la sua mentalità e la sua applicazione. Ora non riesce a rendere al meglio, ma ne vorrei venti così”) e per Osvaldo (“per me è secondo solo a Totti per talento nella squadra, ma anche lui come gli altri giocatori importanti mi devono dimostrare che vogliono ancora dare qualcosa”), il timore che invece con De Rossi qualcosa si sia rotto definitivamente è più di sospetto.

Zeman è fatto così, lo si è sempre saputo e le spigolosità del suo carattere non sono certo cambiate. Se lui ritiene che un giocatore debba occupare un determinato ruolo non c’è verso di fargli cambiare idea, o lui si adatta o è fuori. Perciò spostare De Rossi sulla fascia, caricandolo di un super lavoro che lui non ha mai fatto, agli occhi della stella giallorossa deve essere sembrato un sacrilegio. Ma a lui non importa niente del parere dell’interessato, tira dritto per la sua strada e convoca solo chi lo segue. “Non basta chiamarsi in un certo modo per giocare, serve dimostrare la voglia sul campo in settimana, altrimenti io la domenica difficilmente lo utilizzo”.

La cosa straordinaria è che la tifoseria, notoriamente idolatra, questa volta si è schierata in maggioranza con l’allenatore. Infatti i commenti a caldo sui social network sono per lo più d’accordo con il metodo Zeman. “Daniele – dice un tifoso arrabbiato – state esagerando tu e il tuo amichetto Osvaldo, ha ragione Zeman, se non ti sta bene a gennaio vattene a guadagna’ 12 milioni al City; se Zeman crede che la sua rosa di giocatori può competere (mica ha detto che vince lo scudetto), tu chi sei per affermare il contrario? Giusta la panchina, con la Juve siete state 11 ballerine!!!!!!”. E un altro: “De Rossi è indiscutibilmente il centrocampista più forte al mondo, ma Zeman oggi ha dato motivazioni chiare ed ha ragione. Vale anche per Osvaldo. Per questa maglia, per giocarci 90 minuti, bisogna dare sangue e sputare amaro: sempre”. Tutt’al più qualcuno più prudente si raccomanda: “D’accordo, Zeman ha mostrato i muscoli e ha messo fuori Osvaldo e De Rossi, esclusione dichiaratamente punitiva. Ma se per l’attacco il boemo ha molte soluzioni, a centrocampo l’assenza di De Rossi si è fatta sentire eccome. Daniele è un patrimonio della Roma e va assolutamente recuperato. Baldini e Sabatini devono intervenire subito, mediare, risolvere il problema, prima che sia troppo tardi”.

Fosse che anche i supporter dello sport più popolare d’Italia ne hanno abbastanza della casta dei calciatori, prime donne, amate, viziate, milionarie, scansafatiche, mercenarie. Bravo Zeman: “Vorrei vedere giocatori con motivazioni perchè le gerarchie degli anni precedenti io non le riconosco, per me non contano, conta solo quello che vedo in allenamento”. Magari così fosse, il calcio italiano ne avrebbe tutto da guadagnare.

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